Stefania Petyx lo aveva detto quando aveva scritto una sua lettera a La Repubblica Palermo: non abbiamo molto tempo, solo 60 giorni per «graziare» chi ha portato l´Amia alle soglie del fallimento. Infatti se il sindaco Cammarata non presenta querela contro i vertici Amia per presunto falso in bilancio la magistratura non potrà procedere.
L’opposizione allora si mette subito a lavoro e per far conoscere ai cittadini palermitani questo scempio, comincia una raccolta firme che porti, raggiuntane 2000, DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE che chiede al Sindaco di costituirsi parte civile nel procedimento a carico degli amministratori dell’AMIA.
E così si comincia con le raccolte, con le autorizzazioni delle piazze, con i banchetti, con i consiglieri che certificano le firme. Vengono raccolte 2000 firme e più.
Martedì 10 marzo alle h 10 vi è consiglio comunale che ha comeordine del giorno l’argomento AMIA; pardon, ci sarebbe dovuto essere, è più giusto dire così, infatti quella mattina non c’è stato nessun consiglio comunale, la maggioranza non si è presentata al consiglio e non si è così raggiunto il numero legale; questo ha implicato che la raccolta firme non è servita a nulla, che il sindaco non ha preso nessuna posizione in merito all’argomento. Leggi il seguito di questo post »
Cara “Repubblica”, spero non se ne abbia a male la foca monaca, ma a Palermo abbiamo altro da salvare. Mancano circa 60 giorni per «graziare» chi ha portato l´Amia alle soglie del fallimento. Infatti se entro 60 giorni (erano 90 ma una trentina sono già passati) il sindaco Cammarata non presenta querela contro i vertici Amia per presunto falso in bilancio la magistratura non potrà procedere, amen, battipanni liberi tutti, caput!









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