Lo ammetto: non guardo TV.
A volte dimentico di avere quella scatola che dovrebbe mettermi in contatto con il resto del mondo. Alla tv preferisco di gran lunga il pc e se non fosse stato per questo, per il web, per qualche perla rara che fa ancora informazione, non avrei saputo che Erik Gandini, italiano di nascita, svedese d’adozione, regista di diversi documentari, ha partorito un’altra sua opera che tratta proprio della tv italiana.
Il documentario sarà al cinema dal 4 settembre ma ben pochi lo sapranno e ancora meno quindi lo andranno a vedere, non perchè si è già visto e nessuno lo consiglia ma proprio perchè nessuno lo conosce, nessuno sà della sua esistenza e nessuno ha visto il trailer di Videocracy in tv.
La produzione non ha fatto nulla per pubblicizzarlo? No. Ha seguito l’iter più semplice, quello di chiedere a Rai e Mediaset di proporre il trailer ma si è sentita rispondere picche da entrambi.
Perchè?
Perchè in Italia non sà da sapere. Perchè in Italia non si può documentare. Perchè in Italia non vi è la possibilità di critica. Perchè in Italia può arrivare un giorno un documento Rai che sottoscriva che il documentario/film/trailer non può esser mandato in onda dalle reti nazionali perchè “contro” il Presidente Silvio Berlusconi.
Le motivazioni sono davvero divertenti ed invito tutti a leggerle. Fino in fondo.
Io il 4 settembre sarò al cinema e proverò a portare con me qualche conoscente assuefatto dalla tv, magari si sveglia!

Con una Simona Ventura che passa dal biondo al rosso, è ripartita una nuova edizione dell’









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