Chiedi Scusa, Papi!

17 02 2010

Berlusconi torna a far vergognare gli italiani civili con una “sparata” degna solo di lui.

Durante la conferenza stampa congiunta con il Primo Ministro Sali Berisha, tenutasi a Roma il 12 febbraio, ha dato sfoggio di una delle sue più grandi peculiarità: un maschilismo becero e di pessimo gusto.

L’ultima delle sue ormai famose uscite offende non solo le “belle ragazze albanesi” (spesso vittime della cosiddetta “tratta”), ma TUTTE le donne.

E’ per questo che invito tutti a sottoscrivere il mio appello: “Chiedi scusa, PAPI!”.

A tutte le donne, a noi firmatari, al nostro Paese: CHIEDI SCUSA!

So che non chiederà scusa, sono consapevole del fatto che questi suoi atteggiamenti sono voluti e che ritiene di rendersi simpatico, ma ugualmente devo reagire alla provocazione!

Qui il testo della lettera aperta inviata a Repubblica con cui la scrittrice e giornalista albanese, Elvira Dones, replica alla battuta di Berlusconi. Inutile dirvi che la condivido totalmente, lettera per lettera, sottoscrivendo anche le virgole.

FIRMATE LA PETIZIONE!!!





First ladies, non venite al G8 italiano!

2 07 2009

Non potevo non aderire all’appello di queste 4 donne dell’università italiana e pubblicato su MicroMega.

L’appello ha avuto in poco tempo grande e buon riscontro; sono già state superate le 12.000 firme.

La mia è la 12636

Firmate e diffondete l’appello che chiede alle first lady di non venire in Italia per il G8.

Come si fa a dissociarsi da ciò?

Siamo profondamente indignate, come donne impegnate nel mondo dell’università e della cultura, per il modo in cui il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, tratta le donne sulla scena pubblica e privata.

Non ci riferiamo solo alle vicende relazionali del premier, che trascendono la sfera personale e assumono un significato pubblico, ma soprattutto alle modalità di reclutamento del personale politico e ai comportamenti e discorsi sessisti che delegittimano con perversa e ilare sistematicità la presenza femminile sulla scena sociale e istituzionale. Questi comportamenti, gravi sul piano morale, civile, culturale, minano la dignità delle donne e incidono negativamente sui percorsi di autonomia e affermazione femminili.

Il controllo che Berlusconi esercita sulla grande maggioranza dei media italiani, in spregio a ogni regola democratica, limita pesantemente le possibilità di esprimere dissenso e critica. Risulta difficile, quindi, far emergere l’insofferenza di tante donne che non si riconoscono nell’immagine femminile trasmessa dal premier e da chi gli sta intorno.

Come cittadine italiane, europee e del mondo, rivolgiamo un appello alle first ladies dei paesi coinvolti nel prossimo G8 dell’Aquila perché disertino l’appuntamento italiano, per affermare con forza che la delegittimazione della donna in un paese offende e colpisce le donne di tutti i paesi.

Chiara Volpato (Professore Ordinario – Università di Milano-Bicocca)

Angelica Mucchi Faina (Professore Ordinario – Università di Perugia)

Anne Maass (Professore Ordinario – Università di Padova)

Marcella Ravenna (Professore Ordinario – Università di Ferrara)





Petizione: Solare come Sicilia

22 12 2008

Tra poco tempo l’Ars dovrà decidere sul piano energetico della nostra terra.Considerate le dichiarazioni precedenti di Lombardo e la voglia nazionale di sviluppare l’energia nucleare, qualcuno si è messo in moto affinché sia chiara l’idea della popolazione siciliana nel dire no al nucleare e si alle energie rinnovabili creando questa petizione.

Invito tutti a firmarla e diffonderla.

Ecco il link: Solare come Sicilia

“Il nuovo solare termodinamico ad alta temperatura, l’energia catturata dagli specchi parabolici e immagazzinata da un fluido salino, è la terza via delle rinnovabili. Una fonte pulita, perfettamente competitiva, abbondante e sicura. Basta un quadrato di tre chilometri di lato, la lunghezza di una pista di aeroporto, per ottenere la stessa energia di una centrale nucleare. E per giunta è tecnologia italiana: una ricchezza che possiamo utilizzare direttamente ed esportare”. Non è il solito ambientalista che parla, ma il premio Nobel Carlo Rubbia in una intervista del 2004 nella quale presentava il suo progetto “Archimede” per realizzare a Priolo (SR), presso la centrale dell’ENEL, un impianto da 20 MW.

Nella più assoluta indifferenza della classe politica isolana, pur capace di condizionare -allora come oggi- il Governo nazionale e mentre per il controllo di riserve petrolifere si scatenava in Iraq una guerra, l’opportunità di caratterizzare la Sicilia come luogo di produzione di energia alternativa agli idrocarburi fu persa e il progetto fu notevolmente ridimensionato. Rubbia abbandonò in seguito l’ENEA e fu chiamato dal Governo spagnolo che riconobbe al brevetto di Rubbia gli incentivi negati in Italia.

Con questa petizione chiediamo al Governo Lombardo, in procinto di varare il piano energetico regionale, di non prevedere o consentire l’insediamento in Sicilia di centrali nucleari, ma di caratterizzare la nostra isola per l’innovazione nello sfruttamento di energie da fonte rinnovabile, a cominciare dal solare termodinamico.





La nostra legge antimafia su Striscia

21 12 2008

Striscia la Notizia ci ha dato la possibilità di far conoscere in tutta Italia la nostra petizione Chiediamo i danni a Cosa Nostra.

Ha seguito con noi tutto l’iter dei nostri piccoli passi e delle nostre vittorie; prima con la presentazione della petizione, poi con la il nostro emandamento che diventa legge.

Ieri il video più importante, la nostra petizione, da una semplice raccolta di firme online si è trasformata nell’articolo 4 della legge Antimafia della Regione Sicilia obbligandola a costituirsi parte civile in tutti i processi di mafia.

Ecco il video:





Arenella, sfidiamo l’amministrazione a “singolar tenzone”

26 06 2008

L’associazione culturale “Fascio e Martello“, intende denunciare lo stato di degrado ambientale e le inadempienze delle pubbliche autorità per la salvaguardia della salute umana nel quartiere Arenella.

Leggi il seguito di questo post »





No agli errori del CSM

20 06 2008

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha proposto all’unanimità la nomina a Capo della Procura Generale della Corte di Appello di Messina del dott. Antonio Franco Cassata. Il magistrato in questione è stato protagonista di contatti con esponenti della mafia barcellonese e di azioni che hanno deviato il corretto andamento di vicende giudiziarie:
Ha intrattenuto un colloquio a titolo personale con la moglie del boss Gullotti, allora latitante e mandante dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano.
Ha effettuato pressioni nei confronti dei componenti dell’Arma dei Carabinieri che lo avevano sorpreso a parlare con la moglie del capo mafia, affinché la relazione di servizio stilata da due carabinieri venisse soppressa.
E’ stato presidente e principale animatore del circolo “Corda Fratres” che contava tra i suoi iscritti appartenenti alla massoneria e alla mafia come il boss Giuseppe Gullotti, oltre che ad un personaggio come Rosario Cattafi che per i suoi rapporti con esponenti di vertice di Cosa Nostra è stato indagato e poi archiviato nell’indagine sui mandanti occulti delle stragi di Capaci e Via D’Amelio.
In un intercettazione telefonica Cassata suggerisce al suo interlocutore di intimidire una denunciante.
Ha esercitato pressioni su un suo collega al fine di intervenire su un procedimento penale a carico di un consigliere comunale di Barcellona Pozzo di Gotto per permetterne l’elezione a vicepresidente dello stesso consiglio.
E’ stato l’accompagnatore, durante un viaggio in macchina a Milano, del boss Giuseppe Chiofalo.
Il CSM ha più volte ascoltato Cassata sorvolando su fatti e circostanze comprovate. Il magistrato è rimasto al proprio posto ed oggi la quinta commissione del CSM, all’unanimità, ne propone la nomina alla guida della Procura Generale della Corte di appello di Messina.
Firmiamo per fermare la nomina di Cassata.





I siciliani, un popolo di orfani

23 04 2008

Anna Finocchiaro perde le elezioni regionali contro quel grand’uomo di Raffaele Lombardo.

Reffifico: non perde, straperde.

Proprio lei che ci aveva fatto quel gran piacere di essersi candidata alla presidenza della regione Sicilia [candidandosi anche al Senato nelle liste del PD in Emilia]; proprio lei che voleva essere la madre di tutti noi siciliani; proprio lei che si assenta dalle tribune politiche siciliane perchè deve fare la sua campagna elettorale in Emilia, proprio lei che aspetta lo spoglio da Roma e non da Catania; proprio lei che il giorno dopo la sconfitta ha dichiarato “Farò quello che deciderà il PD”, facendo seguire, nei giorni successivi, la volontà di andare al senato ma di non voler abbandonare la Sicilia, adesso ha deciso di rimanere in Sicilia, di insediarsi all’ARS in quel seggio che le spetta di diritto e di prendersi quei 90 giorni di tempo per decidere sul da farsi.

Insomma, continuano a prenderci per il culo.

Se la sig. Anna Finocchiaro non accettasse quel seggio di capo dell’opposizione, che le spetta ma che non le interessa, come ha più volte dimostrato, perchè ha ben altro da fare a Roma, il seggio passerebbe, seguendo la legge, al terzo candidato alla presidenza della Regione Siciliana, Sonia Alfano; per impedire ciò, si sono inventati un giochetto spettacolare: Anna Finocchiaro accetta il seggio all’ARS, si insedia, passerà qualche giorno, se non ha altro da fare, a Palazzo dei Normanni, e infine, entro i 90 giorni che le son dovuti per decidere, abbandonerebbe il seggio in modo da far diventare l’attribuzione di quel seggio una mossa politica e non più una caso di diritto costituzionale.

A quanto pare Anna Finocchiaro non ha un alto amore materno, quello che traspare è che dei siciliani le è importato veramente poco fin dall’inizio.

Aspettiamo questa ennesima disfatta, non ci resta altro da fare, e, ahimè, capiremo per l’ennesima volta che nessuno pensa al popolo e a una giustizia giusta.

Intanto qualcuno si è inventato la petizione “Anna, restati cca!”





Chiediamo i danni a cosa nostra

2 03 2008

Nasce, dopo la visione del servizio di Stefania Petyx girato sotto la casa della signora Bagarella in Riina, l’idea di una petizione che chiedesse alle massime autorità della Nazione, una legge ad hoc che obbligasse la Regione Siciliana a costituirsi parte civile nei processi di mafia per chiedere i danni economici e d’immagine.

La petizione “Chiediamo i danni a cosa nostra” trova subito grande riscontro su internet. Molti sono i siti che ne parlano e che presentano il banner che la identifica.

La petizione viene ufficialmente presentata a Barcellona Pozzo di Gotto, durante la commemorazione del giornalista Beppe Alfano. Stefania Petyx presenta i ragazzi e porta la petizione alla conoscenza di tutta Italia e presenta nuove azioni, quindi azioni non limitate alla petizione. Anche il TGS, il tg regionale dà la notizia.

I ragazzi, cittadini palermitani liberi e non legati a bandiere i partiti, infatti, hanno deciso di far firmare la petizione ai propri rappresentanti regionali presentandosi all’entrata dell’Ars

Numerosi sono stati gli onorevoli che hanno firmato, altri quelli che hanno avuto problemi nel farlo e non hanno avuto nessuno scrupolo nel non rispondere nemmeno. La cosa più importante è che da questi giorni interi davanti l’ Ars, si è arrivati a un emendamento, poi trasformato in legge durante la finanziaria del 25 gennaio 2008 e una mozione che deve essere ancora discussa.

In Provincia invece, dove già ci si costituisce parte civile dal 2006 ai processi più importanti, si è arrivati a stabilire, grazie alla petizione, di utilizzare i fondi introitati esclusivamente per sviluppare una cultura antimafia nelle scuole della Provincia stessa.

E’ notizia di oggi, invece, che al Comune di Palermo è stata promossa una mozione che sarà discussa, sulla costituzione parte civile.

A volte dai cittadini nasce qualcosa di buono, forse i nostri rappresentanti ci dovrebbero ascoltare di più.








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