Grande giorno della e per la donna quello di oggi.
Dopo lo scempio nazionale creato dal presidente del consiglio che ha messo sotto la suola delle scarpe la dignità della donna in quanto tale non si poteva far altro che scendere in piazza e dire “non ci sto!”, “io non sono una tua donna”
Veline che diventano consigliere regionali, modelle che diventano ministre e soubrette che vanno nelle ville del cavaliere a farlo sentire maschio dietro compenso.
L’Italia è, grazie a Berlusconi, una nazione che va a puttane, pardon, ad escort.
Continuo a guardare su facebook le foto di questa magnifica giornata. SE NON ORA QUANDO?
La questura, l’organizzazione , Palermo stessa, forse, non si aspettava questa grande partecipazione, eppure esistono 20.000 Palermitani che oggi hanno dimostrato di sapersi ancora indignare.
L’aria del lungo corteo era radiosa: sorrisi, abbracci, chiacchierate di attualità o semplicemente del quotidiano.
Di questa giornata mi restano un ricordi, odori, rumori, brusii, e click. 166 click per fotografare facce pulite di questa Palermo che anche se poco da, troppi non riescono a non amare.
Una giornata splendida per stare insieme, per respirare un po’ di ossigeno che permetta di andare avanti e di sentirsi meno soli in questa lunga nuova resistenza per questo Paese.
Con me persone di sesso, età e pensieri diversi ma eravamo insieme.
Insieme a riempire quella piazza per contrastare quel puzzo delle piu’ alte cariche delle istituzioni, per dire a Napolitano che non siamo stupidi, che ci siamo accorti che sta svendendo il nostro Paese.
Io c’ero e c’erano almeno 200.000 presenti, anche se per la questura i numeri non sono gli stessi.
Io c’ero e c’era quello striscione che vedete in foto, orgogliosa di avere viaggiato con lui e… lui con me.
A Paolo Palermo non piaceva, ma imparò ad amarla per poterla cambiare e per la sua città e per l’Italia tutta ha sacrificato la sua vita.
A noi questa Italia che a 17 anni dal suo sacrificio non ha ancora ne’ saputo ne’ voluto trovare i veri responsabili di quella strage, non piace, ma la amiamo profondamente e vogliamo che il sogno di Paolo si realizzi, vogliamo sentire quel fresco profumo di libertà per cui Paolo e suoi ragazzi sono andati coscientemente incontro alla morte e non quel puzzo di compromesso morale, di indifferenza, di contiguità e di complicità che oggi ammorba il nostro paese.
Vogliamo poter chiamare eroi Agostino, Claudio, Emanuela, Vincenzo e Walter e non che qualcuno ardisca chiamare con questo nome un assassino come Vittorio Mangano, anche se di eroi vorremmo che il nostro paese non avesse mai più bisogno.
Vogliamo vivere in un paese in cui la legge sia eguale per tutti e non in un paese in cui c’è una legge per i potenti e una legge per i deboli, vogliamo vivere in un paese che rispetti i sacri principi della nosta Costituzione, non che li stravolga e che stravolga i principi morali, di solidarietà, di accoglienza che da sempre hanno contraddistinto il nostro
popolo.
Vogliamo vivere in un paese in cui sia rispettato il principio stabilito dai Padri Costituenti della separazione dei poteri dello Stato e non in un paese in cui i Magistrati vengano quotidinamente accusati dal Presidente del Consiglio di essere dei deviati mentali. E vogliamo che questo sia “questo paese” e non “un altro paese“.
Se oggi tanti dei nostri giovani hanno ricominciato a incitare alla RESISTENZA vuol dire che sentono che il nostro paese sta sempre più scivolando verso il baratro di un regime e che sono pronti a lottare perchè il loro futuro sia un futuro di LIBERTA‘, di VERITA‘ e di GIUSTIZIA.
Salvatore Borsellino e i giovani delle “Agende Rosse”
Non so come vedranno gli altri tutti quei partecipanti che nel caldo pomeriggio d’estate si son presentati da tutte le parti della Sicilia e non solo, per dire no alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina.
Io ho partecipato!
Son partita alle 15 da Palermo con degli amici in direzione Messina e questo per dire a gran voce che quella costruzione mi fa schifo, che non la voglia, che non mi rappresenta, che non voglio un ponte che mi colleghi alla penisola.
Son partita alle 15 da Palermo con degli amici in direzione Messina e questo per dire a gran voce che voglio delle autostrade degne di chiamarsi così, che non posso passare 5 ore per arrivare a Siracusa, che voglio la metropolitana nelle città, l’acqua nelle case e che la mafia stia fuori dalle opere pubbliche.
Eravamo tanti. Più di 5000 persone li ad invade le strade di Messina.
Tante associazioni, tanta società civile.
Vi lascio con le dichiarazioni dell’organizzatore RenatoAccorinti
Si torna in piazza per dire no al ponte?
Ma in piazza dobbiamo stare ogni giorno, non è solo il giorno della manifestazione bisogna lottare ogni istante della nostra esistenza per cercare di mettere a posto che non vanno bene.
Il Governo, questo ma anche gli altri, gente inetta che fa dichiarazioni inutili dannose alla collettività, abbiamo bisogno di altre opere, l’opera del ponte è un’ opera inutile dannosa e costosissima.
Le cose chiare ci sono, il no al ponte è uno è secco e invece abbiamo tanti “si” non siamo i movimenti del no, siamo i movimenti del “si”, infatti ci sono mille “si” e un solo no, il no è al ponte secco in modo chiaro e definitivo proprio perché vogliamo bene alla nostra terra e vogliamo che i nostri soldi vadano a finire in opere costruttive. I “si” sono le autostrade del mare, i porti commerciali perché le merci vanno in un modo più economico via mare, in tutto il pianeta, la Cina e l’ India portano miliardi di tonnellate di merci e chiedono alla Sicilia porti commerciali, Gioia Tauro è un porto stracolmo, le navi commerciali si fermano perché gli devono dare l’ok perché è talmente pieno di navi che arrivano e allora le merci solamente via mare e gli uomini viaggiano sopratutto via aereo, con 50-60€ da Londra o da Berlino arrivi qui in Sicilia il problema è che quando arrivi in Sicilia c’è il nulla dal punto di vista trasportistico, ecco gli altri “si”, le ferrovie che funzionino vuol dire che con la ferrovia peggiore dell’ Europa, che è quella Siciliana: a binario unico, il 30% non elettrificata che va a gasolio, con tempi medioevali.. insomma dove dobbiamo andare?Arrivano in poco tempo con l’aereo e poi si perdono in Sicilia per fare 200Km.
Vogliamo i porti, porti commerciali, gli aeroporti potenziati dove servono, quello di Reggio Calabria, quello di Catania (il terzo aeroporto d’ Italia), ormai il mondo girà così, solo il Governo no non se ne è accorto è perché è un’ opera intrisa di mafia, sono soldi sui quali la mafia ha già messo su le mani, la mafia e l’ndrangheta, non lo dicono i no-pontisti ma tutti i rapporti dell’ antimafia, e allora noi vogliamo bene a questa terra, che uno dei luoghi più belli del pianeta, lo stretto è uno dei luoghi che deve essere dichiarato patrimonio dell’ umanità, ci sono mille unicità nello stretto, allora prima parliamo di economia e di trasporti e allora i modi migliori sono appunto il mare, le ferrovie, gli aerei e non il gommato questa scommessa sul gommato è folle, con il ponte dicono di risolvere tutti i problemi ma quali problemi risolvono? Immaginate di avere il ponte qua, a Messina e la Sicilia che cosa abbiamo? Allora i servizi sociali non ci sono, il verde non c’è, biblioteche non ci sono, ogni cosa utile per la collettività e per vivibilità non c’è, l’affaccio a mare e non c’è, la nostra ricchezza viene mortificata, vogliamo con molti meno soldi cose utili che cambierebbero veramente la vivibilità di tutta la nostra terra, questo vogliamo “si” a tante cose, “no” al ponte che è un’ opera inutile.
Quanto può servire l’apporto della gente in questa situazione per far cambiare idea a chi invece è ancora convinto?
La manifestazione è un punto finale quasi, noi dobbiamo lavorare, come dicevo poco fa, ogni giorno a fare informazione, non c’è gente scalmanata che fa traffico, no c’è gente che ha delle ragioni profonde sono gli economisti che parlano, sono quelli che lavorano sulla trasportistica, sull’ ingegneria, sul buonsenso, ecco l’ informazione ha fatto cambiare tanta gente.
Guardi in questa città il 22 Gennaio 2006 c’è stata una manifestazione, la più imponente della storia di questa città, ecco la gente deve riflettere almeno in questo siamo partiti in quattro persone e in pochi anni siamo arrivati in piazza in ventimila e questa città è piena di problemi e allora per scendere così in tanti in piazza da una città dove l’ignavia è veramente dilagante vuol dire che hanno toccato le corde più profonde delle persone e la gente ha detto “basta!” scendere in piazza in questa città lo fanno sempre in pochi, quando siamo scesi in ventimila vuol dire che eravamo altro che maggioranza, ecco noi continuiamo a fare informazione, la manifestazione è un momento forte questo è chiaro, però l’ informazione è l’ unica cosa che paga perché la gente di buon senso, che vuol capire, dandogli l’ informazione cambia idea.
L’appuntamento è per le h 9 di mercoledì 28 Gennaio in Piazza della Repubblica lato Santa Maria degli Angeli a Roma, aderiscono tra gli altri Sonia Alfano e Salvatore Borsellino, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Carlo Vulpio, Movimento per il bene comune e tanti altri.
Perchè questa manifestazione? La sezione disciplinare del Csm ha sospeso dalle funzioni e dallo stipendio il procuratore di Salerno Luigi Apicella e ha trasferito d’ufficio il pg di Catanzaro Enzo Iannelli, il suo sostituto Alfredo Garbati e due pm di Salerno, Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, coinvolti nel caso De Magistris.
La sezione disciplinare dell’organo di autogoverno dei giudici ha accolto in parte le richieste del ministro della Giustizia Angelino Alfano, che aveva chiesto il trasferimento di tutti i pm di Salerno e Catanzaro, protagonisti di uno scontro senza precedenti tra le due procure sulle inchieste condotte da Luigi De Magistris, ex pm nella città calabrese poi trasferito a Napoli.
Io so.
Io so che la criminalità organizzata e la massoneria comandano in Calabria e anche a Roma.
Io so che Luigi De Magistris è stato rimosso dai suoi incarichi a Catanzaro ed espropriato delle sue inchieste per impedire che scoppiasse una nuova Tangentopoli.
Io so che nove miliardi di euro di fondi europei, di cui i cittadini non hanno alcun controllo, finanziano ogni anni le mafie, i partiti e sono all’origine del voto di scambio nel Sud.
Io so che i padri di questa Repubblica, la seconda Repubblica, sono i mandanti morali dell’omicidio di Paolo Borsellino.
Io so che in Parlamento siedono mafiosi, amici di mafiosi, servitori di mafiosi, protettori di mafiosi e lo sanno molte Procure d’Italia, molti giornalisti e anche molti italiani, ma non abbastanza.
Io so che la Procura di Salerno deve essere lasciata libera di indagare la Procura di Catanzaro.
Io so che il tribunale per il Riesame ha dichiarato corretto il comportamento tenuto dalla procura di Salerno e dal suo Procuratore Apicella. Leggi il seguito di questo post »
4000 pass come questi sono stati distribuiti questa sera per le strade del festino ai numerosi presenti che hanno rimpito le strade di Palermo per festeggiare la propria patrona, Santa Rosalia.
L’azione è nata come contestazione pacifica al sindaco di Palermo Diego Cammarata che ha fortemente voluto le ZTL a Palermo, poi annullate a Giugno dal TAR.
Non si era però presa in considerazione la possibile assenza del sindaco. Quest’anno il carro della santuzza non ha visto, infatti, la presenza di Cammarata che non ha urlato, come gli anni precedenti, il classico “W Palermo. W Santa Rosalia”.
Che il sindaco abbia capito di non essere più amato dalla città?
Caro Direttore, per tutti quelli scioccati dalla stampa di questi giorni, voglio rassicurare: non siete impazziti e non sono nemmeno impazziti i giornali. La questione è molto semplice, questo sistema fradicio e corrotto vede nell’eliminazione del dissenso l’unica possibilità di salvezza. Scrive Filippo Ceccarelli su Repubblica in relazione al mio intervento a piazza Navona: «Nulla del genere si era mai visto e ascoltato a memoria di osservatore». Questa cosa, Ceccarelli, si chiama libertà. Non hai mai visto una persona che chiama le cose col suo nome, anche quelle di cui tutti convengono sia assolutamente vietato parlare, come l’ingerenza inaccettabile del Vaticano nella vita politica del Paese e nelle vite private dei cittadini italiani. Caro Ceccarelli, hai fatto un’esperienza straordinaria. Col tempo apprezzerai la fortuna di esserti trovato lì l’8 luglio.
Quello che hanno visto i presenti e gli utenti di internet è una piazza ricolma di gente, che è stata in piedi per tre ore ad ascoltare e ad applaudire entusiasta. Gli interventi più criticati dai media sono quelli che hanno avuto indiscutibilmente più successo. Nel mio intervento, al contrario di quello che tanti bugiardoni hanno scritto, gli applausi più forti sono stati sulle critiche alla politica del Vaticano e le frasi più forti fra quelle sono state applaudite ancora di più. Questa manifestazione è stata il giorno dopo descritta come un fallimento, un errore, un autogol. Stampa e tv hanno tirato fuori il manganello e con i mezzi della diffamazione, della menzogna e dell’insulto stanno cercando di scoraggiare chi ha partecipato, a continuare. Alcune ovvie piccole verità: – A sinistra si lamentano del fallimento della manifestazione quando l’unico elemento di insuccesso è costituito dai loro stessi interventi. Se non avessero parlato in tanti di insuccesso a dispetto dei fatti, la manifestazione sarebbe stata percepita per quello che è stata: un successone. – Berlusconi e i suoi sono furiosi per quanto è accaduto e il sondaggio che direbbe che Berlusconi ci ha guadagnato lo ha visto solo Berlusconi.
Dopo il riuscitissimo intervento di ieri, la giornata di oggi per Sabina Guzzanti non dev’essere stata piuttosto semplice.
E’ arrivato dalla ministra Mara Carfagna un avviso di querela per le parole dette ieri in piazza dalla Guzzanti; nel comunicato stampa, partito dal Ministero delle Pari Opportunità, si faceva cenno a Sabina Guzzanti, figlia del forzista Paolo. Incredibile ma vero.
Forse la Carfagna non si è resa conto che la Sabina è ormai ben cresciuta e che non vale più la regola “fai la brava o lo dico a papà”.
Papà Paolo Guzzanti, si è indispettito con la ministra delle dis-pari opportunità e si lancia in una pubblica nota di solidarietà alla figlia: ”Sono furibondo e indignato per il comunicato emesso dal ministero delle Pari Opportunita’, con cui si annuncia l’intenzione di querelare Sabina Guzzanti e in cui la stessa Sabina Guzzanti viene individuata non come la persona individuale che e’, ma come ‘la figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti’. Cio’ costituisce un gravissimo atto di mistificazione e di oggettiva intimidazione, che respingo con disgusto. Le opinioni e le espressioni di Sabina Guzzanti non formano oggetto di rapporto di parentela, ma, visto che la parentela viene tirata in ballo, esprimo a mia figlia Sabina, di cui non condivido tutte le opinioni, la mia solidarieta’ di fronte al miserabile tentativo di deprezzare e disprezzare la sua e la mia identita’ personale e politica”.
Oggi poi, il sito di Sabina Guzzanti è stato oscurato. Secondo il suo staff, di certo si tratta di un sabotaggio per mano di un hacker. I curatori del sito stanno lavorando per capire di più ma sono già praticamente sicuri del fatto che il sabotaggio è ascrivibile a professionisti e non a ragazzini.
La manifestazione promossa su iniziativa di Furio Colombo, di Francesco Pardi e di Paolo Flores D’Arcais, ha avuto grosse forti riscontri in piazza Navona a Roma.
Per chi se la fosse persa, la può rivedere su Radio Radicale, con tutti gli interventi della giornata.
Da ieri, poi, giornali, pseudogiornalisti, politici e pseudopolitici, sono stati indaffarati a criticare, insultare e querelare i soggetti che ieri hanno manifestato contro le leggi vergogna di Berlusconi.
Non ultima la Carfagna, al momento sulla bocca di tutti per aver usato la sua di bocca, ha querelato Sabina Guzzanti per le dichiarazioni che questa ha fatto parlando della ministra delle dis-pari opportunità; la cosa notevole è che nel comunicato stampa partito dal ministero si sottolinea che la Sabina è figlia del noto parlamentare forzista. Come se, se il padre non capisce nulla, la figlia deve essere pure imbecille; o come se, se il padre vota a destra, la figlia non può criticarla.
La manifestazione è riuscita alla grande, non molti però se ne sono accorti, visto che erano intenti a criticare chi ha criticato il Governo o chi ha detto che Napolitano dorme visto che non si oppone a certe leggi o chi ha detto che il Papa non è elemento determinante per l’apertura dell’anno universitario.
Insomma, in questo Paese non si è più liberi di dire la propria perchè si è in un Paese di moralisti che difficilmente si lasciano scappare l’occasione per sembrare gli indignati, i buoni e corretti della situazione.
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