Di Luca, non prendiamoci in giro….

29 08 2009

Ho sempre pensato che nel ciclismo il caso di doping “ci sta”. Non che io lo giustifichi ma non lo incrimino nemmeno. Diciamo che l’ho sempre visto come una cosa che esiste e che se domani vien fuori che un ciclista che mi ha fatto battere il cuore con le sue pedalate rimane coinvolto in un caso di doping non lo chiamo certo pezzo di merda e non dico neanche che mi ha deluso.

E’ stato il così per il tentato doping di Basso o dell’uso di Cera di Riccò e di Sella ed è stato anche così per il recente caso di Danilo Di Luca le cui analisi e controanalisi lo hanno dato positivo a dei test dell’ultimo Giro d’Italia.

Alla fine del post in cui parlavo di lui gli auguravo anche un in bocca al lupo e mi spiaceva leggere le sue dichiarazioni di un abbandono, ora invece, a distanza di un mese e qualche giorno, le dichiarazioni cambiano, le situazioni si capovolgono.

Le controanalisi hanno riaffermato la positività di Di Luca al Giro d’Italia e lui che fa invece di ringraziare tutti e scegliere tra svuotare il sacco e buttare tutti quelli che collaborano al doping nella merda e prendersi un anno di squalifica o tacere, andare a casa con in saccoccia due anni di squalifica? Lui prende i suoi legali, gli fa chiedere tempo e grida al complotto.

Complotto?

Ma complotto de che?

Buoni si, ma fessi no.

Questa è la terza volta che Di Luca, anche se in maniera diversa, viene accusato di far uso di sostanze dopanti. Le volte scorse gli è andata bene, gli hanno pure permesso di usare pipì di bambino pur di non buttarlo fuori ma questa volta almeno non prendeteci per il culo.

Dai, Danilo, chi ti ha seguito non se lo merita.

Raccogli le tue cose e mesto mesto va a casa. Ci vediamo tra due anni se ne hai ancora voglia.





Danilo Di Luca e la brutta cera

24 07 2009

Mi aveva fatta emozionare nel grande anno di assenza di ivan Basso; me lo aveva fatta osannare fino a tifare per lui e invece è di pochi giorni la notizia di analisi positive al test doping per Dailo Di Luca.

Nessuna sostanza nuova, si tratta di CERA, il farmaco che l’anno scorso mandò fuori dal tour e dal ciclismo Emanuele Sella e Riccado Riccò. Il primo sta per tornare; il secondo deve ancora aspettare un anno. Danilo Di Luca, invece, dichiara di smettere di correre se anche le controanalisi lo riterranno colpevole di doping.

Un duro colpo per il ciclismo? Come immagine si, è stato pur sempre fino a ieri il vicepresidente dell’Associazione Ciclisti Italiani Professionisti; per il resto, forse il molti se lo aspettavano, tanti magari lo speravano, diversi fanno finta di dispiacersi. La verità è che queste cose difficilmente stupiscono ancora. I colletti bianchi del settore e qualche prof continuerà a mandare comunicati stampa dello stesso tipo ogni volta che vi sarà un caso di doping, ma per il resto, faa tutto parte del gioco.

Di Luca, poi, non era completamente estraneo a queste vicende:

A Di Luca, che in carriera é stato già condannato a 3 mesi per la frequentazione con il professor Santuccione, erano stati riscontrati valori ormonali anomali, dopo la tappa del Giro dello Zoncolan, nell’ambito dell’inchiesta ‘Oil for Drug’. Il primo deferimento da parte della Procura antidoping, per Di Luca, arrivò il 27 settembre del 2007, a Stoccarda, in occasione dei Mondiali su strada poi vinti da Paolo Bettini.

All’abruzzese costò cara la frequentazione con il conterraneo Carlo Santuccione. Il successivo 16 ottobre il Giudice di ultima istanza per l’inchiesta ‘Oil for drug’ lo condannò quindi a 3 mesi di squalifica (la procura ne aveva chiesti quattro). La condanna gli costò anche la partecipazione al Giro di Lombardia e la squalifica dalla classifica Uci Pro Tour 2007, in cui era in testa.

Molto più pesante, anche per le possibili conseguenze sul piano disciplinare, la vicenda riguardante i livelli ormonali dello Zoncolan. A muoversi per prima fu sempre la procura antidoping del Coni che, il 27 febbraio 2008, deferì Di Luca dopo aver riscontrato un “esito analitico atipico” dei livelli ormonali all’esame antidoping, effettuato subito dopo la 17/a tappa del Giro d’Italia 2007, la Lienz-Monte Zoncolan.

La richiesta dell’ufficio del procuratore Ettore Torri fu di due anni di squalifica. Il Giudice di ultima istanza, il primo aprile, stabilì la nomina di tre periti tecnici. L’ultimo tassello, l’assoluzione del Gui, arrivò puntuale il 16 aprile dell’anno scorso.

Insomma, era questione di tempo.

Un grosso in bocca al lupo a Danilo, è pur sempre un grande ciclista.





«il Mondiale lo vincerà un dopato»

23 09 2008

Ivano Fanini continua la sua rumorosa lotta al doping.
esce oggi su La Stampa un’intervista al DS che, inprevisione del Mondiale su strada dei professionisti, senza mezzi termini dichiara “Tranquilli, il Mondiale lo vincerà un dopato”

Ecco l’intervista:
Non usa giri di parole Ivano Fanini, 57 anni, presidente del team ciclistico «Amore & Vita-McDonald’s», parlando dell’aria pesantissima che si respira in gruppo a 5 giorni dalla gara clou dei professionisti ai Mondiali di Varese.

Fanini, che Mondiali saranno?
«Se alla Rai facessero le cose per bene, domenica, al momento della premiazione della prova iridata su strada dei professionisti, dovrebbero mandare una didascalia che dica: “Corridore Tizio, medaglia d’oro, dopato; corridore Caio, medaglia d’argento, dopato; corridore Sempronio, medaglia di bronzo, dopato”».
Leggi il seguito di questo post »





Doping: il caso di Emanuele Sella

7 08 2008




Riccardo Riccò confessa l’uso di Epo

30 07 2008

Riccò non aveva nei progetti il Tour de France, ecco perchè ha preso l’Epo, per poterlo correre, per poter essere presente.

E’ questo quello che ha confessato il campione, o pseudo tale, modenese davanti il procuratore  Federale Ettore Torri: assunzione di Epo prima della gara francese. Errore di gioventù.

si è scusato con tutti Riccò, gli dispiace per la squadra, per il futuro di questa e per essersi dovuta ritirata in corsa.

Se ne andrà in vacanza Riccardo e poi magari riprenderà a lavorare col padre. Un ritorno nel ciclismo? Forse no!





Piepoli confessa l’uso di doping

20 07 2008

Sembra che dietro al caso di doping di Riccardo Riccò ci sia qualcosa di molto grande che ben presto scoperchierà pentole che al momento nessuno guarda.

Le Pais, quotidiano spagnolo, scrive che Leonardo Piepoli ha confessato di aver preso le stesse cose del capitano Riccò.

Se queste parole fossero vere e venissero confermate, toglierebbero i pochissimi dubbi sui possibili errori delle analisi di Riccò e aumenterebbero invece i dubbi sull’idea di doping di squadra.

La dichiarazione di Piepoli sembra essere di giovedì mattina quando, appresa la notizia della positività di Riccò, è scoppiato in lacrime.





Il caso doping di Riccardo Riccò

17 07 2008




Riccardo Riccò positivo all’Epo

17 07 2008

Credevo fosse uno scherzo quando me l’hanno comunicato e invece è tutto vero, il campione modenese Riccardo Riccò è risultato positivo all’Epo.

Epo di terza generazione cioè eritropoietina piu’ difficile da individuare rispetto alle versioni precedenti. A Ricco’, vincitore di due tappe di alta montagna, sarebbe stata somministrata una variante dell’Epo nota anche con la sigla ‘Cera’, che in lingua inglese significa ‘attivatore continuo dei recettori dell’eritropoietina’: in sintesi, permette di aumentare ulteriormente la concentrazione dei globuli rossi nel sangue, e dunque di garantirne una migliore ossigenazione per ottenere prestazioni piu’ elevate, con gravi rischi tuttavia d’infarto o trombosi a causa dell’incremento abnorme della densita’ del sangue stesso.

Ne ha dato l’annuncio l’Equipe, giornale francese; Riccardo Riccò è stato prelevato dai gendarmi.

Solo ieri il CT azzutto Ballerini aveva comunicato che Riccò sarebbe stato il sesto uomo alle Olimpiadi di Pechino.

Dopo la positività di Riccò, la Saunier Duval ha deciso di sospendere immediatamente l’attività senza specificare fino a quando. La squadra non è partita per la tappa odierna del Tour per decisione comunicata dal direttore sportivo Matxin.

Tra i primi a reagire alla notizia della positività di Riccò, il presidente di Aso Patrice Clerc: «Confermo la positività all’Epo di Riccò, ma voglio dire a tutti, corridori compresi, di aprire gli occhi perché stiamo per vincere la partita contro il doping. Che siano casi isolati o no – ha detto Clerc a Radio RTL – stiamo per vincere».

Aggiornamenti sul caso Riccò





Tour: Beltran positivo all’Epo

12 07 2008

Beltran, ciclista della Liquigas, è stato trovato positivo all’Epo negli esami della prima tappa del Tour de France 2008.

Ieri sera la gendarmeria francese ha bloccato tutto l’albergo in cui risiedono i ciclisti e sono state controllate le loro camere.

Non è stato trovato nulla. Beltran è stato accompagnato dalla gendarmeria a firmare le dichiarazioni e poi è stato spedito a casa con tanto di sospensione da parte della squadra.

Intanto, l’organizzatore della Vuelta comunica alla Liquigas di non esser più graditi ospiti.

Si aspettano le controanalisi.





Un adesivo per dichiararsi pulito! Doping Free

3 07 2008

Il sito ufficiale dell’iniziativa è www.dopingfree.org

Perchè nasce questa iniziativa? E’ un no al doping, una dichiarazione pubblica del “io sono pulito e vado a pane ed acqua”

Alle porte del Tour de France è quello che un pubblico vuol sentirsi dire.

Cominciano ad arrivare le prime adesioni all’iniziativa:

Non è la prima iniziativa che viene fatta con lo stesso scopo. Nascono e poi spariscono nel nulla, mentre i casi di doping riempiono quotidianamente le pagine di ogni sport.

Ma davvero c’è bisogno di dichiarare “sono pulito”? E chi non lo fa, xchè non ama queste iniziative, è meno pulito di quelli che aderiscono?





Tom Boonen positivo alla cocaina

11 06 2008

Il ciclista belga Tom Boonen, campione del mondo del 2005, è stato trovato positivo alla cocaina in un controllo fuori gara.

Sono definiti controlli fuori gara quei controlli che non vengono fatti il giorno prima o il giorno stesso della gara; quello di Tom Boonen è stato fatto 3 giorni prima di un importante appuntamento ciclistico, viene quindidefinito fuori gara e Tom per questo motivo può tirare un sospiro di sollievo e sentirsi non sentirsi la squalifica addosso.

La cocaina, infatti, è inserita tra le sostanze dopanti dei controlli di gara ma non nei controlli fuori gara.

Pare che Boonen abbia problemi psicologici e che per non chiedere aiuto ad addetti ai lavori abbia trovato aiuto nella cocaina. Nullo lo accerta, le notizie continuano ad arrivare.

Purtroppo il campione è noto per dei precedenti poco tranquilli: ha distrutto la sua Lamborghini, e ha avuto il ritiro della patente lo scorso aprile, Lo scorso dicembre Boonen era stato citato per una storia di cocaina dal corridore di ciclocross Tom Vanoppen, lui stesso positivo. Vanoppen aveva accusato Boonen di essere il suo fornitore.

Intanto il Giro di Svizzera dice di no alla presenza di Tom Boonen, la squadra riflette e lui si scusa.

Aggiornamento: la squadra non licenzia Boonen.

Aggiornamento: niente Tour de France per Tom





Ciclismo: Arriva squalifica di 1 anno per Petacchi

6 05 2008

Un anno di squalifica. E’ questo il verdetto del Tas di Losanna che ha condannato a dodici mesi di stop Alessandro Petacchi, trovato positivo ad un controllo antidoping al albutamolo al Giro d’Italia 2007 lo scorso 23 maggio, al termine della tappa di Pinerolo in cui si impose proprio il trentaquattrenne velocista della Milram. Ale-Jet, che per una tracheobronchite aveva gia’ deciso di saltare l’imminente corsa rosa, giustifico’ l’alto livello della sostanza (1320 nanogrammi per millimetro, mille oltre il limite consentito) con l’uso di uno spray anti-asma (il ventolin). Petacchi, che per questa vicenda fu costretto a rinunciare al Tour 2007, fu assolto dalla Federciclismo ma la Procura Antidoping del Coni, lo scorso agosto, fece ricorso al Tas.

La squalifica si considera scontata il 31 agosto visto che la sanzione comprende periodi precedenti già scontati. Al campione verranno ritirati i premi del Giro d’ Italia dello scorso anno.

Petacchi, con il legale, sta valutando ulteriori ricorsi.