Ho sempre pensato che nel ciclismo il caso di doping “ci sta”. Non che io lo giustifichi ma non lo incrimino nemmeno. Diciamo che l’ho sempre visto come una cosa che esiste e che se domani vien fuori che un ciclista che mi ha fatto battere il cuore con le sue pedalate rimane coinvolto in un caso di doping non lo chiamo certo pezzo di merda e non dico neanche che mi ha deluso.
E’ stato il così per il tentato doping di Basso o dell’uso di Cera di Riccò e di Sella ed è stato anche così per il recente caso di Danilo Di Luca le cui analisi e controanalisi lo hanno dato positivo a dei test dell’ultimo Giro d’Italia.
Alla fine del post in cui parlavo di lui gli auguravo anche un in bocca al lupo e mi spiaceva leggere le sue dichiarazioni di un abbandono, ora invece, a distanza di un mese e qualche giorno, le dichiarazioni cambiano, le situazioni si capovolgono.
Le controanalisi hanno riaffermato la positività di Di Luca al Giro d’Italia e lui che fa invece di ringraziare tutti e scegliere tra svuotare il sacco e buttare tutti quelli che collaborano al doping nella merda e prendersi un anno di squalifica o tacere, andare a casa con in saccoccia due anni di squalifica? Lui prende i suoi legali, gli fa chiedere tempo e grida al complotto.
Complotto?
Ma complotto de che?
Buoni si, ma fessi no.
Questa è la terza volta che Di Luca, anche se in maniera diversa, viene accusato di far uso di sostanze dopanti. Le volte scorse gli è andata bene, gli hanno pure permesso di usare pipì di bambino pur di non buttarlo fuori ma questa volta almeno non prendeteci per il culo.
Dai, Danilo, chi ti ha seguito non se lo merita.
Raccogli le tue cose e mesto mesto va a casa. Ci vediamo tra due anni se ne hai ancora voglia.
Mi aveva fatta emozionare nel grande anno di assenza di ivan Basso; me lo aveva fatta osannare fino a tifare per lui e invece è di pochi giorni la notizia di analisi positive al test doping per Dailo Di Luca.
Riccò non aveva nei progetti il Tour de France, ecco perchè ha preso l’Epo, per poterlo correre, per poter essere presente.
Beltran, ciclista della Liquigas, è stato trovato positivo all’Epo negli esami della prima tappa del Tour de France 2008.
Il ciclista belga
Un anno di squalifica. E’ questo il verdetto del Tas di Losanna che ha condannato a dodici mesi di stop 








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