La Marcia delle Agende Rosse

23 09 2009

A Paolo Palermo non piaceva, ma imparò ad amarla per poterla cambiare e per la sua città e per l’Italia tutta ha sacrificato la sua vita.

A noi questa Italia che a 17 anni dal suo sacrificio non ha ancora ne’ saputo ne’ voluto trovare i veri responsabili di quella strage, non piace, ma la amiamo profondamente e vogliamo che il sogno di Paolo si realizzi, vogliamo sentire quel fresco profumo di libertà per cui Paolo e suoi ragazzi sono andati coscientemente incontro alla morte e non quel puzzo di compromesso morale, di indifferenza, di contiguità e di complicità che oggi ammorba il nostro paese.

Vogliamo poter chiamare eroi Agostino, Claudio, Emanuela, Vincenzo e Walter e non che qualcuno ardisca chiamare con questo  nome un assassino come Vittorio Mangano, anche se di eroi vorremmo che il nostro paese non avesse mai più bisogno.

Vogliamo vivere in un paese in cui la legge sia eguale per tutti e non in un paese in cui c’è una legge per i potenti e una legge per i deboli, vogliamo vivere in un paese che rispetti i sacri principi della nosta Costituzione, non che li stravolga e che stravolga i principi morali, di solidarietà, di accoglienza che da sempre hanno contraddistinto il nostro
popolo.

Vogliamo vivere in un paese in cui sia rispettato il principio stabilito dai Padri Costituenti della separazione dei poteri dello Stato e non in un paese in cui i Magistrati vengano quotidinamente accusati dal Presidente del Consiglio di essere dei deviati mentali. E vogliamo che questo sia “questo paese” e non “un altro paese“.

Se oggi tanti dei nostri giovani hanno ricominciato a incitare alla RESISTENZA vuol dire che sentono che il nostro paese sta sempre più scivolando verso il baratro di un regime e che sono pronti a lottare perchè il loro futuro sia un futuro di LIBERTA‘, di VERITA‘ e di GIUSTIZIA.

Salvatore Borsellino
e i giovani delle “Agende Rosse”

Vi aspettiamo sabato 26 Settembre a Roma, raduno ore 14:00 Piazza Bocca della Verità
http://agenderosse.wordpress.com
http://www.19luglio1992.com





Verità di Stato e verità di mafia

24 08 2009





Il tesserino di S. Alfano è anche un po’ mio

21 07 2009

Mi ha proprio emozionata l’intervento di Sonia Alfano in via d’Amelio… e non perchè era un incontro dove si era tutti per il volemose bene, ma perchè è stata in grado di gridare quello che la gente che lotta ogni giorno per un Paese migliore, vorrebbe dire.

Non le ha mandate a dire a nessuno: schietta, diretta, cazzuta come sempre.

La seguo ormai da tempo ormai e dopo tempo, si pensa che non ci si può emozionare come le prime volte, o non si può avere lo stesso coinvolgimento; devo smetirmi da sola.

Sonia Alfano in via d’Amelio mi ha fatta emozionare, mi ha fatto piangere di gioia, mi ha fatta sentire a casa e soddisfatta del percorso che ho intrapreso.

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19 Luglio 2009 – Lettera di Salvatore Borsellino

13 07 2009

Cari Amici,

innanzitutto non vorrei che quello che stiamo preparando venisse chiamato o inteso come “commemorazione”.

Le commemorazioni si fanno in via D’Amelio a Palermo ormai da 17 anni e quello che io voglio fare è proprio spezzare questa catena che sta diventando ormai una abitudine. Per alcuni, i palermitani, forse gli stessi che parteciparono alla cacciata dei politici dalla cattedrale di Palermo il giorno dei funerali dei ragazzi della scorta e che oggi sembrano avere dimenticato quei momenti di indignazione e di rivolta, è un momento per risollevarsi dall’indifferenza e dall’assuefazione nelle quali sono ricaduti e per giustificare davanti alla propria coscienza, con una sempre più stanca partecipazione di qualche ora di quel giorno, il loro silenzio di oggi. Per altri, i complici morali o materiali di quella strage, è un periodico ritornare sulla scena del delitto ed assicurarsi che le vittime siano state effettivamente eliminate; il mettere corone e sentire suonare il silenzio è qualcosa che psicologicamente li rassicura, è proprio il silenzio che vogliono fare calare sui veri motivi e i veri mandanti di quella strage. Leggi il seguito di questo post »





Politici ravvicinati di un certo tipo

3 05 2009

Testo:

Buongiorno a tutti, stavo consultando i siti dei giornali, ci sono notizie che sono perfettamente coerenti l’una con l’altra, la prima è la febbre suina che naturalmente possiamo applicare a qualunque cosa vediamo in Italia, dice “non c’è pericolo di contagio”: perché siamo già contagiati, ovviamente, e non ce ne siamo accorti!

Bologna: “Cofferati condannato per comportamento antisindacale”. Sembra una barzelletta e invece è vero, come Presidente del Teatro comunale è stato ritenuto colpevole, in primo grado, di aver decurtato la paga non solo ai dipendenti che aderiscono agli scioperi di marzo ma anche ai lavoratori che si presentarono. Il giudice dà ragione ai sindacati.

La terza e ultima notizia che mi ha destato una certa attenzione è “Onna, l’irritazione degli sfollati del sisma vengono qui tutti e la ricostruzione?” Vedrete quando ci saranno pure quelli del G8 a passeggiarli sulla testa che allegria.

Ma la notizia del giorno è “Bagaglino flop: Canale 5 lo ha cancellato”. Anche qui le interpretazioni si sprecano ma insomma è evidente che il Bagaglino è stato degnamente e autorevolmente sostituito dalle più alte istituzioni e quindi ha esaurito la sua spinta propulsiva. Leggi il seguito di questo post »





Borsellino: omicidio di Stato?

19 01 2009





Sgarbi intima di dimettersi: aiutatelo!

31 12 2008

A volte penso che io a Sgarbi, forse, mi sto affezionando. Davvero!

Credo che sia uno dei personaggi di cui ho parlato di più in assoluto in questo blog e la cosa assurda è che non riesco a smettere.

Quest’uomo è un uomo dalle mille risorse; qualche ora prima che fosse ad Agrigento, ad appellare “ladroGiuseppe Gatì che è arrivato all’incontro per definirlo per quello che è, cioè pregiudicato, chiedeva alla vedova del giudice Paolo Borsellino di diventare cittadina onoraria della ridente Salemi di cui è il Sindaco [anche se continuano a chiamarlo Onorevole].

Ovviamente la notizia desta scalpore se si pensa che Sgarbi additò Caselli come mandante dell’omicidio di Padre Pino Puglisi oltre ad aver diffamato le indagini del Pool antimafia di Palermo e così i fratelli del magistrato Borsellino, Rita e Salvatore, hanno apertamente chiesto alla cognata Agnese di non accettare la cittadinanza. A questi si aggiunge anche Sonia Alfano, Presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime della Mafia.

E allora Sgarbi che fa? Minaccia tutti di querela.

Non è certo uno che si fa mancare qualcosa!

Poi, forse pensando di esser passato dalla parte dei cattivi, fa un passo indietro e si veste da vittima e dichiara di volersi dimettere dalla carica di Sindaco di Salemi perchè minacciato [addirittura] dall’antimafia.

Il mio annuncio è rivolto a tutta l’antimafia: per favore, fate di tutto per farlo dimettere! Ve ne sarebbe grato un popolo intero, non solo Salemi.





LIBERTA’ PER GLI ASSASINI

29 07 2008

di Salvatore Borsellino
Pochi minuti fa mi è arrivata la notizia della scarcerazione di Contrada per motivi di salute.
Non posso accettarla, il mio animo si rivolta, il constatare che agli assassini di mio fratello non è bastato ucciderlo ma che stanno anche completando l’opera mi ripugna, mi sconvolge.
Ho voglia di farmi giustizia con le mie mani dato che la Giustizia in questo nostro sciagurato paese non esiste più.
Paolo considerava Contrada un assassino e lo stesso lo considero io e per gli assassini non ci può essere ne perdono ne pietà.
Non è una mia idea, Paolo disse più di una volta ai suoi familiari parlando di Contrada “solo a fare il nome di quell’uomo si può morire”.
Contrada era in carcere, il solo finora a pagare per quei pezzi deviati dello Stato che con la criminalità mafiosa hanno trattato e per portare avanti questa trattativa hanno fatto uccidere Paolo Borsellino e con lui tutta la sua scorta, ragazzi mandati a morire senza nessuna difesa ne possibilità di salvezza da chi sapeva che il carico di tritolo, anzi di Semtex, l’esplosivo usato per le stragi di Stato, era già stato depositato in Via D’Amelio.

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La mafia non esiste? No! E’ ovunque

20 07 2008





Il mio 19 luglio 1992

19 07 2008

Era domenica. Un caldo pomeriggio siciliano.

Io ero a casa, da sola. I miei genitori erano andati a far visita alla nonna e io, sentendomi già una piccola donna, anche se avevo solo 12 anni, preferivo stare a casa ad impiegare il mio tempo in maniera diversa.

Accesi la tv per caso. Ero in piedi, davanti il televisore, a pochi centimetri dallo schermo, con il telecomando in mano. Edizione straordinaria del tg.

A Palermo muore Paolo Borsellino, magistrato, insieme a lui anche 5 agenti della scorta. Una macchina piena di tritolo esplode al suo arrivo in via D’Amelio, mentre va in visita dalla madre.

Lacrime.

Ricordo le lacrime, la disperazione, la sensazione di impotenza, la rabbia per chi aveva commesso quello scempio.

A 12 anni piangevo per questo Paese. Ne sono passati 16 di anni e nulla è cambiato, piango ancora per questo Paese.





Lettera a Paolo Borsellino

19 07 2008





Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara

19 07 2008

Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il magistrato uscciso dalla mafia in via D’Amelio il 19 luglio 1992, oltre a girare in lungo e in largo l’Italia per parlare di mafia, di antimafia ma soprattutto di storia di questa povera Italia, ha trovato spazio sul web sul sito 19luglio1992.

Salvatore Borsellino ha ricevuto da Vincenzo Calcara, il mafioso, poi pentito, che doveva uccidere il magistrato, delle lettere che lui ha diffuso.

Eccole:

Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (parte 1)
Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (parte 2)
Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (parte 3)
Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (parte 4)
Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (parte 5)
Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (parte 6)





No agli errori del CSM

20 06 2008

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha proposto all’unanimità la nomina a Capo della Procura Generale della Corte di Appello di Messina del dott. Antonio Franco Cassata. Il magistrato in questione è stato protagonista di contatti con esponenti della mafia barcellonese e di azioni che hanno deviato il corretto andamento di vicende giudiziarie:
Ha intrattenuto un colloquio a titolo personale con la moglie del boss Gullotti, allora latitante e mandante dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano.
Ha effettuato pressioni nei confronti dei componenti dell’Arma dei Carabinieri che lo avevano sorpreso a parlare con la moglie del capo mafia, affinché la relazione di servizio stilata da due carabinieri venisse soppressa.
E’ stato presidente e principale animatore del circolo “Corda Fratres” che contava tra i suoi iscritti appartenenti alla massoneria e alla mafia come il boss Giuseppe Gullotti, oltre che ad un personaggio come Rosario Cattafi che per i suoi rapporti con esponenti di vertice di Cosa Nostra è stato indagato e poi archiviato nell’indagine sui mandanti occulti delle stragi di Capaci e Via D’Amelio.
In un intercettazione telefonica Cassata suggerisce al suo interlocutore di intimidire una denunciante.
Ha esercitato pressioni su un suo collega al fine di intervenire su un procedimento penale a carico di un consigliere comunale di Barcellona Pozzo di Gotto per permetterne l’elezione a vicepresidente dello stesso consiglio.
E’ stato l’accompagnatore, durante un viaggio in macchina a Milano, del boss Giuseppe Chiofalo.
Il CSM ha più volte ascoltato Cassata sorvolando su fatti e circostanze comprovate. Il magistrato è rimasto al proprio posto ed oggi la quinta commissione del CSM, all’unanimità, ne propone la nomina alla guida della Procura Generale della Corte di appello di Messina.
Firmiamo per fermare la nomina di Cassata.





Falcone e Borsellino. Le foto e le menzogne del Corriere

22 05 2008

Titolo di oggi sulla prima pagina del Corriere della Sera: “Falcone e Borsellino: le foto e le liti tra familiari”
Il titolo è affibbiato ad un articolo di Felice Cavallaro che, dopo una breve introduzione sulla prima pagina, prosegue a pagina 20, su sei colonne, e già il titolo cambia in “Manifesti con Falcone e Borsellino, parenti divisi sull’idea del Comune”.
Segue un sottotitolo che invece di chiarire confonde ulteriormente le idee “Niente foto a chi considera Mangano un eroe”. “Polemiche fuori luogo”.

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