E’ morto Giuseppe Gatì

31 01 2009

Ricevo ed Inoltro:

Stamattina Giuseppe Gatì è morto.
Incredibile, vero? Noi l’abbiamo visto con i nostri occhi e ancora non ci crediamo.
Giuseppe è morto mentre lavorava: era andato a prendere il latte da un pastore ed è morto fulminato mentre apriva il rubinetto della vasca refrigerante del latte. E’ morto dentro una bettola di legno, sporca.
E’ morto un amico, una persona pulita, con sani principi. Chi ha avuto modo di conoscerlo sa che raro fiore fosse.
Voleva difendere la sua terra, non voleva abbandonarla, era rimasto a Campobello di Licata, un paesino nella provincia di Agrigento che offre poco e dal quale è facile scappare. Lavorava nel caseificio di suo padre, con le sue “signorine”, le sue capre girgentane, che portava al pascolo. Era un ragazzo ONESTO, con saldi principi volti alla legalità e alla giustizia. Aveva fatto di tutto per coinvolgere i dormienti giovani Campobellesi, affinchè si ribellassero contro questa società sporca e meschina.
Era troppo pulito per vivere in mezzo a questo fetore e a questo schifo.
Aveva urlato “VIVA CASELLI! VIVA IL POOL ANTIMAFIA!” era stato anche criticato per questo, ma aveva smosso queste acque putride e stagnanti che ci stanno soffocando.
Era un ragazzo dolcissimo, dava amore, desiderava amore.
Suo padre oggi ha detto, distrutto dal dolore, in lacrime: “Sono sempre stato orgoglioso di mio figlio, anche se a volte ho dovuto rimproverarlo, solo perchè mi preoccupavo per lui. Ma sono orgoglioso di lui per tutto quello che ha fatto.” Giuseppe questo lo sapeva.
Anche noi, Alessia Schembri, Alice Rizio e tutti i suoi amici siamo orgogliosi di lui.
Non sappiamo come esprimere il nostro dolore.
Ancora non riusciamo a crederci.

Vi lasciamo con le sue parole:

“E’ arrivato il nostro momento, il momento dei siciliani onesti, che vogliono lottare per un cambiamento vero, contro chi ha ridotto e continua a ridurre la nostra terra in un deserto, abbiamo l’obbligo morale di ribellarci.

QUESTA E’ LA MIA TERRA ED IO LA DIFENDO E TU?”





Le sorti dell’indagine sull’Amia appese alla querela del sindaco Cammarata

25 01 2009

Stefania Petyx scrive a La Repubblica Palermo:

Cara “Repubblica”, spero non se ne abbia a male la foca monaca, ma a Palermo abbiamo altro da salvare. Mancano circa 60 giorni per «graziare» chi ha portato l´Amia alle soglie del fallimento. Infatti se entro 60 giorni (erano 90 ma una trentina sono già passati) il sindaco Cammarata non presenta querela contro i vertici Amia per presunto falso in bilancio la magistratura non potrà procedere, amen, battipanni liberi tutti, caput!

Infatti dal 2003 la nuova legge per il falso in bilancio prevede che se la parte lesa (il Comune, nella persona del sindaco) non querela chi è indagato di falso in bilancio (i vertici Amia) il magistrato deve archiviare la pratica. Senza querela il pm non può agire d´ufficio perché viene a mancare «l´interesse a procedere». Alla magistratura non resta che applicare una contravvenzione. Ora mi chiedo: non querelando chi forse si è reso complice o protagonista di un falso in bilancio ai danni dell´amministrazione, di chi si fanno gli interessi. Della città, no di certo, ma allora di chi altro?

È di certo imbarazzante e spiacevole trovarsi a querelare un collega di partito, ma a volte non c´è come evitarlo. Questa è una di quelle volte. Ma capiamo meglio come stanno le cose. Il tracollo di Amia spa si deve, in parte, al fatto che da anni l´azienda viene usata dal Comune come un ammortizzatore sociale, si assume più personale del necessario. Il cui costo manda in tilt il bilancio della società. Il tribunale di Palermo nel 2008 apre un´inchiesta per ipotesi di falso in bilancio per gli anni 2005/2006 nei confronti dei vertici Amia: l´ex presidente, oggi senatore, Enzo Galioto, il direttore generale Orazio Colimberti, e i 4 ex componenti del cda. Leggi il seguito di questo post »





Manifestazione “Giustizia per i magistrati e democrazia per il popolo italiano”

22 01 2009

L’appuntamento è per le h 9 di mercoledì 28 Gennaio in Piazza della Repubblica lato Santa Maria degli Angeli a Roma, aderiscono tra gli altri Sonia Alfano e Salvatore Borsellino, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Carlo Vulpio, Movimento per il bene comune e tanti altri.

Perchè questa manifestazione? La sezione disciplinare del Csm ha sospeso dalle funzioni e dallo stipendio il procuratore di Salerno Luigi Apicella e ha trasferito d’ufficio il pg di Catanzaro Enzo Iannelli, il suo sostituto Alfredo Garbati e due pm di Salerno, Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, coinvolti nel caso De Magistris.
La sezione disciplinare dell’organo di autogoverno dei giudici ha accolto in parte le richieste del ministro della Giustizia Angelino Alfano, che aveva chiesto il trasferimento di tutti i pm di Salerno e Catanzaro, protagonisti di uno scontro senza precedenti tra le due procure sulle inchieste condotte da Luigi De Magistris, ex pm nella città calabrese poi trasferito a Napoli.

Di seguito il contributo di Beppe Grillo:

Io so.
Io so che la criminalità organizzata e la massoneria comandano in Calabria e anche a Roma.
Io so che Luigi De Magistris è stato rimosso dai suoi incarichi a Catanzaro ed espropriato delle sue inchieste per impedire che scoppiasse una nuova Tangentopoli.
Io so che nove miliardi di euro di fondi europei, di cui i cittadini non hanno alcun controllo, finanziano ogni anni le mafie, i partiti e sono all’origine del voto di scambio nel Sud.
Io so che i padri di questa Repubblica, la seconda Repubblica, sono i mandanti morali dell’omicidio di Paolo Borsellino.
Io so che in Parlamento siedono mafiosi, amici di mafiosi, servitori di mafiosi, protettori di mafiosi e lo sanno molte Procure d’Italia, molti giornalisti e anche molti italiani, ma non abbastanza.
Io so che la Procura di Salerno deve essere lasciata libera di indagare la Procura di Catanzaro.
Io so che il tribunale per il Riesame ha dichiarato corretto il comportamento tenuto dalla procura di Salerno e dal suo Procuratore Apicella. Leggi il seguito di questo post »





Borsellino: omicidio di Stato?

19 01 2009





Dieci piccoli indiani

12 01 2009





La storia di Beppe Alfano

8 01 2009

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La finestra sul cortile

6 01 2009

Un racconto di Andrea Camilleri gratis.

“Finalmente” diranno i più accaniti lettori dell’autore siciliano, visto che questo continua a sfornare libri con una frequenza ineguagliabile.

Andrea Camilleri concede il racconto La finestra sul cortile a un pubblico un po’ diverso, niente libro, niente carta ma solo web e lo fa nelle pagine virtuali di AgrigentoNotizie.

Chi voglia, poi, può stampare la propria copia e leggerla comodamente sulla poltrona.

Ecco il racconto: Leggi il seguito di questo post »





Bettino nostro che sei nei cieli

5 01 2009





E adesso…pubblicità!

5 01 2009

Riporto un articolo scritto da Stefania Petyx pubblicato su Rosalio proprio oggi.

E’ un’attenta analisi di costi che il Comune di Palermo sta sostenendo all’insaputa dei suoi cittadini per promuovere l’immagine di Palermo ed avvicinare i cittadini all’Amministrazione.

Buona lettura!

Piccolo test:
se non hai soldi per le case famiglia, per le famiglie dei senza tetto sfrattate la mattina del 1 gennaio dagli alberghi, per le agevolazioni sulle tariffe dei bus per disabili e indigenti, per mantenere gli anziani nelle case di riposo, se non hai manco un euro per il concerto in piazza di fine anno, cosa fai????
1- tagli le spese e garantisci le case famiglia;
2- tagli le spese e garantisci i senza tetto;
3- tagli le spese e ripristini le agevolazioni a disabili, anziani e indigenti;
4- tagli le spese e garantisci i servizi essenziali alla città;
5- te ne freghi e mandi la PUBBLICITÀ.

Lo so, è difficile scegliere! Ma è dalla capacità di scelta che si differenziano i grandi amministratori dai quaquaraquà. Leggi il seguito di questo post »





Pippo Fava: 25° Anniversario

5 01 2009

15/09/1925 – 5/01/1984

Io ho un concetto etico del giornalismo.
Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società.
Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza la criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente all’erta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo.
Se un giornale non è capace di questo, si fa carico anche di vite umane.





Appalti senza bandi, ecco come ti spopolo il clientelismo

5 01 2009

E mentre tutti gli italiani sono intenti a prepararsi per le feste, a far girare l’economia come suggerisce Berlusconi e ad esser ottimisti, ecco che arriva, il 22 dicembre dell’appena trascorso anno, quell’appunto su una legge appena sfornata, con carattere di urgenza, che da man forte al sistema clientelare di questo Paese.

La legge dà infatti la possibilità alle stazioni appaltanti di affidare lavori con un importo compreso tra i 100.000 e i 500.000 euro senza ricorrere a gare, bandi e controlli formali. Il dibattito al Senato verteva sulla necessità, come sempre definita improrogabile, di rendere più veloci e facilmente avviabili i lavori pubblici d’Italia.

Il PD per contrastare tutto questo che fa? Propone che in un anno la stessa azienda non puòavere apparlti per più di 500.000 euro. Geniale direi!

Forse non hanno preso in considerazione le figure dei prestanome.

W l’Italia





Carabiniere o aggressore?

4 01 2009

Nella lettera aperta del Ministro dell’Interno B. Pisanu al Corriere della Sera del 02.12.2002 diceva: Così alle attività di contrasto al crimine e di mantenimento dell’ordine pubblico se ne affiancherà un´altra, che mira a capire i disagi della gente, a percepirne in anticipo le richieste di sicurezza ed a consolidare un rapporto di fiducia in virtù del quale il poliziotto e il carabiniere diventano un saldo e rassicurante punto di riferimento sul territorio.

Parlava della figura del poliziotto o carabiniere di quartiere.

Questa figura è stata istituita proprio nel 2002, prima in fase sperimentale e poi estesa a tutte le città.

Il fine è quello di dare maggiore sicurezza ai cittadini con il concetto di una «sicurezza partecipata», che si estende oltre i fatti penalmente rilevanti, sino a comprendere manifestazioni di diverso genere, ma che incidono sulla tranquillità sociale e sulla percezione stessa della sicurezza.

Ma allora, mi chiedo, il carabiniere di quartiere del video, ha forse capito male il suo compito? Pensa forse che lo Stato lo paghi per pestare la gente che gli chiede di adempiere ai suoi compiti?





Ciclo e Riciclo

4 01 2009

E ora chi glielo dice alla Littizzetto che gli assorbenti ecologici di cui parlava proprio alla fine del suo intervento natalizio a Che tempo che fa esistono già?

Si chiamano Lunapads e sono assorbenti esterni lavabili realizzati in puro cotone e flanella di cotone biologico 100% con un sottile strato di nylon traspirante interno che previene il gocciolamento.

Ma ci sono anche altre soluzioni, come per esempio la Mooncup è una morbida coppetta mestruale in silicone anallergico che raccoglie il flusso mestruale invece che assorbirlo.

E se poi, invece, si hanno dei bambini, quindi si usano centinaia di pannolini e si vuol rispettare l’ambiente, ecco arrivare i pannolini Wip a cui si aggiungono anche gli assorbenti della stessa linea.

Forse è il caso di farglielo sapere





E’ morta Valentina Giovagnini

3 01 2009

Spesso si conoscono delle canzoni ma non si ha idea del volto della persona a cui appartiene quella voce.

E’ il caso di Valentina Giovagnini. Ascoltando le sue canzoni, queste mi sono familiari ma non avevo idea del suo volto.

Troppo tardi per recuperare e cominciare a seguirla, la sua vita è stata spezzata da un incidente automobilistico.

Restano le sue canzoni:

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M.A.F.I.A.

3 01 2009

Mediterranean Association For International Affair.

Quel grande artista dell’assessore alla creatività di Salemi, Oliviero Toscani, ha registrato il marchio “mafia”, anzi, M.A.F.I.A.; per farne cosa? Non si sa ancora l’uso che se ne farà del marchio ma al momento l’importante è registrarlo.

L’idea bizzarra ha avuto l’appoggio del Sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi che ha visto in questa, un’ idea ottima.

In effetti cosa può avere in contrario uno che sostiene che la mafia non esiste?

Ma gli è venuto mai in mente di chiedere a un suo cittadino come si vive in Sicilia, come si vive in ogni paesotto siciliano e cosa è la mafia?

Per lui mafia è un’ associazione mediterranea per affari internazionali, c’ha trovato anche un modo carino per sbeffeggiarla la mafia, quella cosa che tiene in pugno da decenni un popolo e che ha ucciso magistrati, giornalisti, innocenti spargendo sangue su una terra che vorrebbe solo vivere.

Mi chiedo allora, se la mafia non esiste, perchè dare la cittadinanza onoraria di Salemi alla moglie di un giudice ucciso da qualcosa che non esiste?








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