Era domenica. Un caldo pomeriggio siciliano.
Io ero a casa, da sola. I miei genitori erano andati a far visita alla nonna e io, sentendomi già una piccola donna, anche se avevo solo 12 anni, preferivo stare a casa ad impiegare il mio tempo in maniera diversa.
Accesi la tv per caso. Ero in piedi, davanti il televisore, a pochi centimetri dallo schermo, con il telecomando in mano. Edizione straordinaria del tg.
A Palermo muore Paolo Borsellino, magistrato, insieme a lui anche 5 agenti della scorta. Una macchina piena di tritolo esplode al suo arrivo in via D’Amelio, mentre va in visita dalla madre.
Lacrime.
Ricordo le lacrime, la disperazione, la sensazione di impotenza, la rabbia per chi aveva commesso quello scempio.
A 12 anni piangevo per questo Paese. Ne sono passati 16 di anni e nulla è cambiato, piango ancora per questo Paese.










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