MafiaContro

2 03 2008

Nasce a Palermo una nuova associazione, si chiama MafiaContro e da poco, ha online il proprio sito.

Chi mi conosce, sa che la mafia e l’antimafia sono argomenti a cui mi son sempre interessata e sa, chi mi conosce, che sono molto curiosa: avevo già cercato notizie su questa associazione, ma in nessun sito, vi erano notizie riguardanti partecipanti, sede, fini, propositi, recapiti; aver scoperto quindi l’esistenza del sito, mi son fiondata a visionarlo:

Lo Statuto, se non erro, credo sia un atto pubblico,ed essendo tale può esser visionato quando si vuole. In questo caso, non è presente online, si presentano invece tre degli articoli dello statuto stesso che dicono ben poca cosa. Sicuramente, chiedendo lo statuto all’indirizzo mail o personalmente, nessuno avrà da obiettare.

Mi fermo a cercare gli obiettivi dell’associazione e leggo nella pagina del “chi siamo”: MafiaContro si prefigge lo studio del fenomeno mafioso nelle sue molteplicità, al fine di partire dalle analisi per avanzare proposte. Ottimo, mi dico, ma dove sta l’originalità dell’associazione? Mi sembra che esistano già siti, tomi, scrittori, autori, commentatori, che abbiano dato notevoli contributi, ma forse oscuri all’associazione. E’ bene dire che, chi parla di mafia e chi fa qualcosa per contrastarla, è sicuramente il benvenuto. Mi chiedo però, ma perchè dividere le forze con movimenti di diverso tipo, con numerose associazioni, se poi alla fine vogliamo un unicoe comune fine?

Esploro ancora, e cerco di vedere quali sono le iniziative intraprese, in corso e future; ne trovo una: via il pizzo dal prezzo. Mi complimento virtualmente con il genio che ha trovato questo scioglilingua e clicco sull’iniziativa. Sara’ sicuramente dovuto al fatto che il sito è in costruzione, ma non trovo nulla che mi spieghi in cosa consiste. Mi si apre la gallery e vedo delle foto della prima scesa in piazza dell’associazione.

Vado avanti.

Solitamente i nomi sono la cosa a cui si presta meno interesse. Un elenco di nomi, è piuttosto noioso e poi, a chi non li conosce, difficilmente quei nomi diranno qualcosa.

Vado, distrattamente quindi,m a vedere chi sono i soci fondatori. Elenco di nome, con tanto di foto, curriculum di un paio di righe per ogni soggetto e funzione che hanno all’interno dell’associazione.

Il primo è il Presidente Onorario, con tanto di tessera numero 1 dell’associazione, Carlo Vizzini. chi non conosce Carlo Vizzini? La maggior parte dei palermitani, sicuramente.

A questo punto, la mia curiosità comincia ad aumentare vedendo negli altri volti a me sconosciuti e allora, alle prese con una motore di ricerca, comincio a cercare notizie sugli altri soci fondatori e ne segue:

  • Renato Campisi presente nel sito VizziniperPalermo, tra le associazioni che sostenevano la lista
  • Rita Maniaci, come sopra
  • Vito Brunetto è invece un allora candidato al consiglio comunale proprio nella lista di Carlo Vizzini
  • Vincenzo Sparti, come sopra
  • Gaetano Butera, presente nella terza circoscrizione sempre nella lista vizziniperpalermo
  • Emilio Ametrano, un altro candidato nella lista di Vizzini
  • Giancarlo Russello, strano ma vero, candidato nella lista di Vizzini

Mi rimangono:

  • Nadia Conti
  • Totò Chinnici
  • Roberto Tripoli

che non conosco e non ho trovato nessun riferimento degno di nota. Mi riprometto di cercare meglio…

La ricerca mi ha portato via parecchio tempo, ma è stata abbastanza soddisfacente.

Devo dire che sono diverse le domande e le curiosità che mi son venute in mente, ma magari con l’andare del tempo, troverò risposte a tutto.





Chiediamo i danni a cosa nostra

2 03 2008

Nasce, dopo la visione del servizio di Stefania Petyx girato sotto la casa della signora Bagarella in Riina, l’idea di una petizione che chiedesse alle massime autorità della Nazione, una legge ad hoc che obbligasse la Regione Siciliana a costituirsi parte civile nei processi di mafia per chiedere i danni economici e d’immagine.

La petizione “Chiediamo i danni a cosa nostra” trova subito grande riscontro su internet. Molti sono i siti che ne parlano e che presentano il banner che la identifica.

La petizione viene ufficialmente presentata a Barcellona Pozzo di Gotto, durante la commemorazione del giornalista Beppe Alfano. Stefania Petyx presenta i ragazzi e porta la petizione alla conoscenza di tutta Italia e presenta nuove azioni, quindi azioni non limitate alla petizione. Anche il TGS, il tg regionale dà la notizia.

I ragazzi, cittadini palermitani liberi e non legati a bandiere i partiti, infatti, hanno deciso di far firmare la petizione ai propri rappresentanti regionali presentandosi all’entrata dell’Ars

Numerosi sono stati gli onorevoli che hanno firmato, altri quelli che hanno avuto problemi nel farlo e non hanno avuto nessuno scrupolo nel non rispondere nemmeno. La cosa più importante è che da questi giorni interi davanti l’ Ars, si è arrivati a un emendamento, poi trasformato in legge durante la finanziaria del 25 gennaio 2008 e una mozione che deve essere ancora discussa.

In Provincia invece, dove già ci si costituisce parte civile dal 2006 ai processi più importanti, si è arrivati a stabilire, grazie alla petizione, di utilizzare i fondi introitati esclusivamente per sviluppare una cultura antimafia nelle scuole della Provincia stessa.

E’ notizia di oggi, invece, che al Comune di Palermo è stata promossa una mozione che sarà discussa, sulla costituzione parte civile.

A volte dai cittadini nasce qualcosa di buono, forse i nostri rappresentanti ci dovrebbero ascoltare di più.





Nuovi problemi per AnnoZero e Santoro

2 03 2008

Bacchettate in casa Rai.

L’autorità per le comunicazioni ha richiamato formalmente la Rai per tre puntate di AnnoZero: 4 ottobre e del 6 e 20 dicembre 2007. Si tratta dei programmi che riguardavano la vicenda Mastella, la legge sulle televisioni e le intercettazioni sul caso Rai-Mediaset.

Ha aggiunto inoltre che non è solo AnnoZero che non rispetta le norme di comunicazioni ma che vi sono anche altre trasmissioni contestabili, e non solo Rai. Quali siano, almeno al momento, non ci è dato saperlo visto che non sono state nominate.

Tutto questo arriva il giorno dopo la puntata di AnnoZero dedicata all’ex Presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro e dopo le continue dichiarazioni di processi fatti in trasmissione senza la presenza dell’interessato.

Il presidente dell’Authority dichiara che non vi è nessun nesso tra il provvedimento preso e la puntata di AnnoZero di ieri, ma che anzi è all?oscuro dell?accaduto.

E noi ci crediamo? Tsè

Stiamo infatti parlando di un comunicato che riguarda puntate che sono andate in onda anche più di 3 mesi fa e che, sicuramente, avevano portato a critiche da ogni parte ma non certo dall’Authority. A sentire ciò sembra che in tv, sui giornali, ci siano degli argomenti di cui non si può parlare, forse perchè è meglio lasciar vivere gli italiani nella bambagia e non informarli.

Ma come, ma la tv, i giornali, non sono nati proprio per informare? E allora perchè non lo fanno?

tutte le puntate di AnnoZero

 





Sortino lascia Le Iene

2 03 2008

31/01/08 Alessandro Sortino va a Ceppalonia e ha uno scambio di battute con il figlio di Mastella, Elio.
L’idea è nata dopo l’inchiesta di un giornalista de L’Espresso che mette in luce alcuni elementi che riguardano Clemente Mastella e i finanziamenti al suo giornale "Il Campanile".
Sortino incontra Elio Mastella e gli chiede qualcosa sul come ha ottenuto la casa che ha acquistato col fratello. Elio, invece di rispondere, attacca il giornalista de Le Iene chiedendo di chi è figlio. Insomma, Elio Mastella cerca di far venire il dubbio di raccomandazione sulla iena rossa.
Finito l’incontro, Sortino torna a casa e monta il servizio. Nessun problema da parte di Mediaset. La messa in onda è prevista per la puntata scorsa del programma.
Quella sera invece i tre conduttori de Le Iene annunciano: «A questo punto avrebbe dovuto andare in onda il servizio di Alessandro Sortino sul figlio di Mastella, di cui forse avete sentito parlato nei giorni scorsi, ma il nostro editore ha preferito non mandarlo in onda. Noi non siamo d’accordo ma la decisione finale non spetta a noi». I tre hanno sottolineato che «Sortino è uno dei più bravi giornalisti che ci sono».Sortino si ribella alla censura al suo censura e decide di lasciare il programma.
Ammirevole la sua presa di posizione.
Sortino ha rilasciato un’intervista per spiegare l’accaduto; più che rabbioso, sembra deluso.





No Cuffaro No

2 03 2008

26/01/08 Non voglio parlare di Cuffaro, delle sue dimissioni prevedibili, delle ragioni della sentenza o di quello che ci gira attorno; voglio solo ricordare il pomeriggio di quel sabato 26 gennaio 2008.
Ai più, quella, sembrerà una data come un’altra; agli altri, ai siciliani tutti e a quelli che si trovavano a piazza Politeama prima e per le vie del centro, dopo, sarà una data da mantenere tra i ricordi più cari.
All’ora di pranzo, mentre si è a tavola, mangari giunti al dolce, con un bel cannolo in mano, giunge la notizia delle dimissioni di Cuffaro. Il Presidente della Regione, dopo esser stato condannato a 5 anni per favoreggiamento semplice e, soprattutto, dopo la caduta del Governo Prodi, decide di dimettersi, proprio sabato, proprio prima di quel pomeriggio in cui sarebbe stata indetta la manifestazione regionale di quei siciliani che avrebbero chiesto a Totò Vasa-Vasa di andarsene a casa e rimanerci.
La notizia spiazza un pò, quasi a pensare “ma proprio oggi si doveva dimettere?” ma regala ai siciliani, quelli veri, liberi, pensanti e un po’ giustizialisti, quel sorriso da paresi facciale che li accompagnerà tutto il giorno. Ma a questo punto: si va o no in piazza? Qualcuno rimane a casa, ma molti, davvero molti, si ritrovano all’appuntamento prestabilito: h 16, piazza Politeama.
La piazza del teatro Politeama e piazza Castelnuovo è invasa dalla gente.
A terra degli striscioni ritoccati con correzioni che vedevano un “dimettitti” in “dimesso” e intorno centinaia di persone che solari, commentavano, ridevano felici della partecipazione popolare e che mangiavano cannoli, come qualcuno qualche giorno prima aveva fatto.
Ed è in queste occasioni che noti che i siciliani, son si italiani, ma si differenziano dal resto della nazione. Quella manifestazione non era una festa per le dimissioni, era un urlo corale, un NO GRAZIE all’ennesima buffonata a cui ci volevano sottoporre. Certo, qualcuno trova anche un lato positivo a quelle dimissioni e le vede come un gran gesto da apprezzare; certo è che quei siciliani scesi in piazza non la pensano così.
Un fiume di gente che da piazza Poiteama ha invaso le vie del centro fino a Palazzo d’Orleans, sede della Regione. E’ bello vedere che sono ancora tante le persone che si indignano per le ingiustizie a cui si è sottoposti e hanno il coraggio di dirlo, di urlarlo; è bello vedere che in quelle strade erano riversate genti diverse, che magari in nessun’altra occasioni avrebbe condiviso qualcosa.
Gente comune, cittadini indignati, associazioni e non, schieramenti politici; quel sabato in piazza son scesi tutti. Abbiamo voglia e bisogno di cambiamento, la Sicilia non può ancora vivere nell’ombra come ha fatto fino ad ora, siamo stanchi di rimanere indietro di 20 anni dal resto dell’Italia perchè qualcuno mette i propri interessi prima degli interessi del popolo che rappresenta. Che quel pomeriggio sia l’inizio di qualcosa di diverso.