Solidarietà a Benny Calasanzio

15 12 2009

E’ successo tutto d’improvviso, senza che nessuno potesse prevedere o fermare quello che di lì a poco sarebbe accaduto. Stamane, al suono della sveglia, Benny Calasanzio si alza e senza alcun preavviso lo stipite della porta gli si scaglia contro, colpendono violentemente sul sopracciglio destro. Prima Calasanzio quasi si accascia, ma poi si rialza per mostrarsi ai presenti (l’armadio, la scarpiera, la tv, lo specchio e il letto che fino a poco prima lo accoglieva). L’immagine, veramente impressionante, ha subito fatto il giro del mondo. Lo stipite è stato subito fermato e sottratto al linciaggio dei presenti. Ora Calasanzio è ricoverato, è sofferente e fa fatica a nutrirsi. Fra i visitatori don Luigi Verzè, presidente del San Raffaele: «Ho trovato Calasanzio umiliato, non tanto dal fatto traumatico ma da quello che esso rappresenta: l’odio. Mi ha detto: io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perché mi odino a questo punto”. “Non sarà necessario intervenire chirurgicamente”, lo ha detto il primario e medico di fiducia di Benny, Alberto Zangrillo, dopo aver letto il bollettino medico. «L’intervento chirurgico è stato scongiurato». Parole dure anche dal ministro degli Interni: «Stamattina Benny Calasanzio ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso» ha detto Roberto Maroni, al termine del vertice in prefettura a Verona. Dello stesso tenore le parole di Angelino Alfano, Ministro della Giustizia: “non è il gesto di un folle”. Il ministro si dice «molto preoccupato» per quanto successo oggi a Verona al Calasanzio. «Il fatto non può essere derubricato al gesto di un folle – ha detto il ministro – è un questione più complessa».

Benny Calasanzio





Gruppi facebook sospetti

14 12 2009

Oggi ho scoperto di essere iscritta al gruppo facebook

Sosteniamo SILVIO BERLUSCONI contro i FAN di Massimo Tartaglia

ovviamente sarà un altro di quei gruppi manipolati dove sono riusciti a far iscrivere 126.000 persone e poi hanno cambiato nome del gruppo.

Dei miei amici si sono ritrovati iscritti anche al gruppo

Solidarietà a Silvio Berlusconi

che presenta quasi 2 milioni di iscritti.

Controllate se anche voi fate parte del gruppo e se non vi interessa vi consiglio di cancellarvi.

I due gruppi sembrano essere quelli che richiedevano Facebook gratuito e il gruppo che si proponeva di sorteggiare degli iphone.

Faccio i complimenti alla creatività dei pidiellisti per la prova della loro disonestà anche nelle piccole cose.





Il più amato dagli italiani

14 12 2009





Aggredito Berlusconi

13 12 2009

Doveva accadere!

Non è facile per un intero Paese reggere le affermazioni quotidiane di un uomo che ci si ritrova come Presidente del Consiglio, lo stesso tesserato alla P2, lo stesso che è stato ed è indagato in continui processi da cui esce per la maggior parte sempre pulito grazie alla prescrizione.

Assolutamente da condannare il gesto di violenza ma non si può pensare che prima o poi non si risponda in un modo o nell’altro alle continue provocazioni del Premier.

Fastidio. Non si può non provare fastidio per un uomo che spara a zero contro tutti: liberi cittadini, parte dei giornalisti, magistrati.

Si sente un perseguitato di Dio, quasi quanto io mi sento perseguitata dalle sue parole.

La madunina del Duomo ha fatto male!

Ma neanche troppo visto che mercoledì il Premier tornerà libero e non sanguinante.





Una Repubblica fondata sul ricatto

2 11 2009





Sic Trans Gloria Marrazzo

26 10 2009





Il randello catodico-mafioso

19 10 2009





Il Lodo dei quadrumani

12 10 2009





Scomparsa la mia biro rossa

6 10 2009

Mi ha accompagnata per lungo tempo,

ho scritto segreti su segreti con quella biro rossa

ora lei è scomparsa.

Con lei sparisce un pezzo di me





O Lodo, o carcere

5 10 2009

Testo:

Buongiorno a tutti, oggi parliamo del Lodo Alfano o Al nano, perché domani la Corte Costituzionale comincia a esaminarne la costituzionalità, la legittimità costituzionale o meno, in seguito ai ricorsi presentati da due tribunali: il Tribunale di Milano in due processi che riguardano Silvio Berlusconi e il G.I.P. del Tribunale di Roma, in merito a un altro processo che riguarda Silvio Berlusconi, ossia quello per la presunta compravendita di Senatori del centrosinistra, “ Affare Berlusconi /Saccà”, per intendersi. Sono tutti processi congelati in attesa che la Corte Costituzionale dica se anche il Presidente del Consiglio è sottoposto alle leggi del suo Paese, oppure se ne è, come stabilisce il Lodo Alfano, immune.

Le mie scuse a Renzo Bossi

Prima, però, di addentrarci, vorrei rendere giustizia a Renzo Bossi: quando si sbaglia bisogna correggersi e quindi il suo Avvocato mi ha fatto notare che ho commesso uno svarione; nel Passaparola dell’11 maggio, quello intitolato “ Zoo Italia”, avevo raccontato che un Europarlamentare della Lega Nord si era portato al Parlamento europeo come assistente parlamentare un figlio di Bossi e questo è vero, solo che avevo sbagliato il nome del figlio e, invece di dire Riccardo, avevo detto Renzo. Avevo detto, per la verità, il primogenito e quindi il primogenito non è Renzo, però ho sbagliato nome, c’era la R in tutti e due e conseguentemente, dato che in quel periodo si parlava molto di Renzo per le sue vicende scolastiche e per il suo lancio del mondo della politica, avevo detto il suo nome invece di quello di suo fratello, quindi do volentieri atto di aver commesso un lapsus e che Renzo non ha mai fatto parte del Parlamento. Leggo quello che mi chiede di leggere l’Avvocato Matteo Iato: “ con riferimento alle affermazioni contenute nel video intitolato “ Zoo Italia” dell’11 maggio 2009, relative a Renzo Bossi, si precisa che le stesse non corrispondono al vero, in quanto Renzo Bossi non ha lai lavorato presso qualsivoglia ufficio del Parlamento europeo, neanche quale assistente accreditato dell’Europarlamentare Francesco Speroni e, pertanto, Renzo Bossi non è mai stato beneficiario della retribuzione mensile di 12. 000 Euro – che è quella prevista per gli assistenti parlamentari – né di altra retribuzione da detto ufficio”. Tanto dovevo a Renzo Bossi e al suo Avvocato, penso che sia assolutamente sacrosanto chiedere scusa, quando si commette un errore: soprattutto quando l’errore è, ovviamente, in totale buona fede e è frutto di uno scambio di persona. Leggi il seguito di questo post »





Luigi De Magistris lascia la Magistratura

1 10 2009

Al Sig. Presidente della Repubblica – Piazza del Quirinale ROMA

Signor Presidente, scrivo questa lettera a Lei soprattutto nella Sua qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

E’ una lettera che non avrei mai voluto scrivere. E’ uno scritto che evidenzia quanto sia grave e serio lo stato di salute della democrazia nella nostra amata Italia.

E’ una lettera con la quale Le comunico, formalmente, le mie dimissioni dall’Ordine Giudiziario.

Lei non può nemmeno lontanamente immaginare quanto dolorosa sia per me tale decisione.

Sebbene l’Italia sia una Repubblica fondata sul lavoro – come recita l’art. 1 della Costituzione – non sono molti quelli che possono fare il lavoro che hanno sognato; tanti il lavoro non lo hanno, molti sono precari, altri hanno dovuto piegare la schiena al potente di turno per ottenere un posto per vivere, altri vengono licenziati come scarti sociali, tanti altri ancora sono cassintegrati. Ebbene, io ho avuto la fortuna di fare il magistrato, il mestiere che avevo sognato fin dal momento in cui mi iscrissi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università “Federico II” di Napoli, luogo storico della cultura giuridica. La magistratura ce l’ho nel mio sangue, provengo da quattro generazioni di magistrati. Ho respirato l’aria di questo nobile e difficile mestiere sin da bambino. Uno dei giorni più belli della mia vita è stato quando ho superato il concorso per diventare uditore giudiziario. Una gioia immensa che mai avrei potuto immaginare destinata a un epilogo così buio. E’ cominciata con passione, idealità, entusiasmo, ma anche con umiltà ed equilibrio, la missione della mia vita professionale, come in modo spregiativo la definì il rappresentante della Procura Generale della Cassazione durante quel simulacro di processo disciplinare che fu imbastito nei miei confronti davanti al Csm. Per me, esercitare le funzioni giudiziarie in ossequio alla Costituzione Repubblicana significava tentare di dare una risposta concreta alla richiesta di giustizia che sale dai cittadini in nome dei quali la Giustizia viene amministrata. Quei cittadini che – contrariamente a quanto reputa la casta politica e dei poteri forti – sono tutti uguali davanti alla legge. Del resto Lei, signor Presidente, che è il custode della Costituzione, ben conosce tali inviolabili principi costituzionali e mi perdoni, pertanto, se li ricordo a me stesso.

I modelli ai quali mi sono ispirato sin dall’ingresso in magistratura – oltre a mio padre, il cui esempio è scolpito per sempre nel mio cuore e nella mia mente – sono stati magistrati quali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ed è nella loro memoria che ho deciso di sventolare anch’io l’agenda rossa di Borsellino, portata in piazza con immensa dignità dal fratello Salvatore. Ho sempre pensato che chi ha il privilegio di poter fare quello che sogna nella vita debba dare il massimo per il bene pubblico e l’interesse collettivo, anche a costo della vita. Per questo decisi di assumere le funzioni di Pubblico Ministero in una sede di trincea, di prima linea nel contrasto al crimine organizzato: la Calabria. Una terra da cui, in genere, i magistrati forestieri scappano dopo aver svolto il periodo previsto dalla legge e dove invece avevo deciso (ingenuamente) di restare. Leggi il seguito di questo post »





Buon compleanno Berlusconi

29 09 2009

.. e pensare che a 73 anni molti non ci sono più!

Ma si sa, ” l’erba tinta un mori mai!”





Lo scudo delinquenziale

28 09 2009





La Marcia delle Agende Rosse

23 09 2009

A Paolo Palermo non piaceva, ma imparò ad amarla per poterla cambiare e per la sua città e per l’Italia tutta ha sacrificato la sua vita.

A noi questa Italia che a 17 anni dal suo sacrificio non ha ancora ne’ saputo ne’ voluto trovare i veri responsabili di quella strage, non piace, ma la amiamo profondamente e vogliamo che il sogno di Paolo si realizzi, vogliamo sentire quel fresco profumo di libertà per cui Paolo e suoi ragazzi sono andati coscientemente incontro alla morte e non quel puzzo di compromesso morale, di indifferenza, di contiguità e di complicità che oggi ammorba il nostro paese.

Vogliamo poter chiamare eroi Agostino, Claudio, Emanuela, Vincenzo e Walter e non che qualcuno ardisca chiamare con questo  nome un assassino come Vittorio Mangano, anche se di eroi vorremmo che il nostro paese non avesse mai più bisogno.

Vogliamo vivere in un paese in cui la legge sia eguale per tutti e non in un paese in cui c’è una legge per i potenti e una legge per i deboli, vogliamo vivere in un paese che rispetti i sacri principi della nosta Costituzione, non che li stravolga e che stravolga i principi morali, di solidarietà, di accoglienza che da sempre hanno contraddistinto il nostro
popolo.

Vogliamo vivere in un paese in cui sia rispettato il principio stabilito dai Padri Costituenti della separazione dei poteri dello Stato e non in un paese in cui i Magistrati vengano quotidinamente accusati dal Presidente del Consiglio di essere dei deviati mentali. E vogliamo che questo sia “questo paese” e non “un altro paese“.

Se oggi tanti dei nostri giovani hanno ricominciato a incitare alla RESISTENZA vuol dire che sentono che il nostro paese sta sempre più scivolando verso il baratro di un regime e che sono pronti a lottare perchè il loro futuro sia un futuro di LIBERTA‘, di VERITA‘ e di GIUSTIZIA.

Salvatore Borsellino
e i giovani delle “Agende Rosse”

Vi aspettiamo sabato 26 Settembre a Roma, raduno ore 14:00 Piazza Bocca della Verità
http://agenderosse.wordpress.com
http://www.19luglio1992.com





Lettera del GiV alla Calorenne

22 09 2009

Come preannunciato ieri, vi inoltro la lettera che i ragazzi dei giovani di Italia dei Valori hanno scritto dopo aver visto che Paola Calorenne era calata dall’alto preannunciando la sua candidatura come coordinatrice nazionale prossima dei giovani.

Volevo specificare che non sono stata io a scriverla, nè ho collaborato, nè sono un elemento del GiV ma la sposo in pieno e ne dò diffusione perchè amo la libertà che sia di pensiero, di informazione e di rete.

Eccola

All’attenzione del Presidente Antonio Di Pietro

P.C. All’Esecutivo Nazionale IDV


Italia dei Valori ha inteso richiamarsi da sempre ai principi della trasparenza, della meritocrazia e del confronto democratico.

Nella consapevolezza che questi coerentemente non debbano mai essere messi in discussione, riteniamo che il passaggio cruciale della modalità di scelta del coordinatore nazionale, rappresentativo di tutta la componente giovanile, debba ispirarsi al rispetto di tali valori irrinunciabili.

Nel tentativo di sentirsi orgogliosamente identificati in una persona in cui riconoscere lealtà ed adesione piena al programma politico di Italia dei Valori, si ritiene imprescindibile che il coinvolgimento partecipativo sia quanto più esteso possibile.

In quest’ottica non ci si può precludere l’applicazione di un meccanismo di presentazione di più mozioni programmatiche, finalizzate a saggiare competenze, qualità e principi morali.

La scelta operata nei mesi precedenti di individuare dall’alto una figura, da affiancare ai giovani, senza raccordarsi con coloro i quali si erano spesi a tutti i livelli per il partito, contribuendo a raggiungere la quota di consenso attuale, ha rappresentato una mortificazione non meritata.

Soltanto il confronto inclusivo e partecipativo fra le intelligenze può portare ad una selezione democraticamente legittimata.

La partecipazione, infatti, è l’unico strumento attraverso cui creare valori comuni in cui riconoscersi universalmente ed il partito, in questa fase storica, non può farne a meno.

Vasto, lì 20/09/2009