E’ successo tutto d’improvviso, senza che nessuno potesse prevedere o fermare quello che di lì a poco sarebbe accaduto. Stamane, al suono della sveglia, Benny Calasanzio si alza e senza alcun preavviso lo stipite della porta gli si scaglia contro, colpendono violentemente sul sopracciglio destro. Prima Calasanzio quasi si accascia, ma poi si rialza per mostrarsi ai presenti (l’armadio, la scarpiera, la tv, lo specchio e il letto che fino a poco prima lo accoglieva). L’immagine, veramente impressionante, ha subito fatto il giro del mondo. Lo stipite è stato subito fermato e sottratto al linciaggio dei presenti. Ora Calasanzio è ricoverato, è sofferente e fa fatica a nutrirsi. Fra i visitatori don Luigi Verzè, presidente del San Raffaele: «Ho trovato Calasanzio umiliato, non tanto dal fatto traumatico ma da quello che esso rappresenta: l’odio. Mi ha detto: io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perché mi odino a questo punto”. “Non sarà necessario intervenire chirurgicamente”, lo ha detto il primario e medico di fiducia di Benny, Alberto Zangrillo, dopo aver letto il bollettino medico. «L’intervento chirurgico è stato scongiurato». Parole dure anche dal ministro degli Interni: «Stamattina Benny Calasanzio ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso» ha detto Roberto Maroni, al termine del vertice in prefettura a Verona. Dello stesso tenore le parole di Angelino Alfano, Ministro della Giustizia: “non è il gesto di un folle”. Il ministro si dice «molto preoccupato» per quanto successo oggi a Verona al Calasanzio. «Il fatto non può essere derubricato al gesto di un folle – ha detto il ministro – è un questione più complessa».
Benny Calasanzio
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Signor Presidente, scrivo questa lettera a Lei soprattutto nella Sua qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.










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